Tanti anni fa (2004), come noto ai miei 23 lettori, mi sono trovato a risiedere in Texas, dove ho acquistato un’auto e dove ho dovuto prendere la patente (per fortuna non c’è accordo tra Italia e Stati Uniti per la conversione).
Per l’auto sono entrato in una concessionaria, ho fatto un giro di prova su un’auto nuova e…. sono uscito con l’auto. Al posto della targa c’era un foglio con su il mio nome, quello della concessionaria e la data. L’assicurazione era fatta sul numero di telaio e le targhe sono arrivate a casa dopo due giorni per posta.
Per la patente sono andato presso l’ufficio dove le rilasciano e da bravo italiano ho chiesto che documenti dovessi portare. Mi hanno guardato come se fossi stato un marziano e mi hanno chiesto “che documenti? Se sei pronto puoi fare l’esame subito”.
Ho fatto l’esame (seduto davanti a un computer, nel 2004 aveva un monitor CRT), l’ho passato e si sono scusati perche’ essendo gia’ buio non potevano farmi fare subito l’esame pratico. Ero disponibile a tornare il mattino dopo alle 7?
Il mattino dopo alle 7 ho dato l’esame, l’ho passato, mi sono piazzato davanti a una webcam, mi hanno fatto una foto e sono andato via con la patente in tasca, patente che dopo 13 anni non e’ piu’ valida, ma sembra nuova.
Costo dell’operazione: 26 dollari per 6 anni di validità.
Sono arrivato al lavoro con 15 minuti di ritardo (e solo perché la sera prima sono andato lì tardi).

In Italia 13 anni dopo non sembra andare così….
Recentemente ho immatricolato un veicolo commerciale nuovo. Per avere le targhe c’è voluta una settimana e durante quella settimana il veicolo già pagato è stato fermo presso la concessionaria, perché senza targhe non vai in giro e comunque senza targhe non te lo fanno assicurare.
Nel 2011 ho rinnovato la patente italiana per una scadenza decennale. Per avere il documento nuovo formato tessera e non l’ennesimo timbro sullo straccetto rosa vecchio di 30 anni sfilacciato e coperto di francobolli colorati, che quando lo presenti a un autonoleggio fuori dall’Italia ti chiedono cosa sia, oltre ai costi di rinnovo ho dovuto pagare 110 euro.
Dopo qualche anno il tesserino (sempre tenuto nel portafoglio in una tasca dedicata) non è quasi più leggibile.
E’ necessario richiedere un duplicato.
Per il duplicato servono (di nuovo) 110 euro, il tesserino originale, il codice fiscale, tre foto formato tessera, di cui una autenticata in comune!
Devo chiedere il duplicato anche per un libretto di circolazione (o certificato di conformità, che è più elegante) di 7 anni, che non si vede quasi più (scolorito) per pessima qualità di carta e stampa (ne ho uno di un altro veicolo, di 17 anni, conservato nello stesso modo, che sembra nuovo).
Servono libretto originale (illeggibile), documento di identità, codice fiscale e 90 euro. Inoltre mi hanno chiesto il certificato di proprietà (inutile doppione) che naturalmente non so dove ho messo (così dovrò fare la denuncia di smarrimento e richiederne un altro, altri 35 euro).
Ragione per la richiesta del certificato di proprietà: essere sicuri di inserire il numero di telaio giusto. Ho chiesto all’agenzia se non basta portare l’auto e lo leggiamo da lì e hanno detto che ci proveranno, ma non sanno se il sistema lo accetterà.
Dimenticavo….. in agenzia sono andato di sabato e non possono fare documenti perché di sabato loro lavorano e sono giustamente lì a disposizione dei clienti, ma il sistema della motorizzazione non è disponibile (un po’ come la metropolitana di Torino, che è automatica, ma quando gli autisti degli autobus fanno sciopero è ferma)……

A tutto questo vorrei aggiungere l’implicita istigazione a delinquere.
Nessuna agenzia, certo non quella presso la quale mi sto servendo, te lo dice, perché sarebbe, appunto, istigazione a delinquere, ma il rilascio dei duplicati di patente e libretto non a fronte di deterioramento, ma a fronte di smarrimento o furto (con relativa denuncia di smarrimento o furto), costa circa un terzo.
Praticamente un invito a andare in Questura o dai Carabinieri a denunciare il falso per spendere meno e se questa non è una vergogna non so cosa lo sia. Mi piacerebbe sapere quante denunce false sono costretti a processare gli operatori di Polizia e Carabinieri a causa di questa pazzia che, nel caso migliore di denuncia onesta, punisce il cittadino che si ritrova con un documento da cambiare perché di scarsa qualità e premia il cittadino che per disattenzione o incuria ha perso il documento o non sa dove lo ha messo (che poi equivale a averlo perso).

Sono italiano e orgoglioso di esserlo. Ogni tanto vorrei non essere messo di fronte, anche per le cose piccole come queste, alle ragioni per cui gli Stati Uniti, Paese giovane, sono la prima potenza mondiale in tutti i campi e noi, quando vogliamo far vedere al mondo quanto siamo bravi, esponiamo le rovine dell’impero romano o chiamiamo Leonardo il primo gruppo industriale del comparto difesa.

28 settembre 2013. Finalmente (per me) il governo Paperoga, Jo Condor, Letta, come volete voi, va a casa.

Non ho voluto questo governo, come non ho voluto il governo Monti. Non ho votato per avere questi governi. Nessuno ha votato per avere questi governi.

Per me si sarebbe dovuto votare nel 2011, quando hanno abbattuto a colpi di lo vuole l’Europa il governo Berlusca.

Avrebbe vinto il PD, senza il mio voto, e avrebbe governato bene o governato male, ma comunque legittimato.

Un governo legittimato non è un governo che ha il mio voto. È un governo che ha la maggioranza (vera, non costruita) dei voti.

Torno al titolo, al circo.

Titolo in prima pagina della Stampa, 28 settembre: “Letta al PDL: prendere o lasciare”.

Titolo in prima pagina della Stampa, 29 settembre: “Governo, è crisi. Letta: è una follia”.

Qualcuno vuole spiegare a Paperoga, Jo Condor, Letta, come volete voi, che se fai un’offerta a qualcuno (capita tutti i giorni, in qualunque transazione) con condizioni a quel qualcuno evidentemente non gradite (se no non dovresti cercare di forzare la mano) dicendo “prendere o lasciare”, se poi ti risponde “grazie, lascio” non puoi metterti a strepitare e dire “è una follia”?

Qualcuno vuole spiegare a Paperoga, Jo Condor, Letta, come volete voi, che il decreto per non aumentare l’IVA (aumentando invece la benzina, grazie per questo) lo aveva sul tavolo venerdì da firmare (all’ultimo momento, quando si sapeva da mesi) e non lo ha firmato per decisione sua? Perfino Saccomanni (quello del “se non mi lasciate aumentare l’IVA mi dimetto”) si era ammorbidito e aveva detto che le coperture (a elevato numero di ottano) si sarebbero potute trovare.

Qualcuno vuole spiegare a tutto lo zoo della politica romana che quando ci dicono “non si può andare a votare senza cambiare la legge elettorale” questa legge elettorale penosa (funziona alla Camera, non funziona al Senato per le modifiche imposte da Ciampi, non da Calderoli) è lì dal 2006 e forse in 7 anni “qualcosina” per cambiarla avrebbero potuto farla?

“È inaccettabile questo scippo continuo dell’autonomia del Parlamento” (Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati, ogni volta che il governo del Berlusca di fronte a centinaia di emendamenti ha posto la fiducia).

“È verosimile che il governo porrà la fiducia per il cospicuo numero di emendamenti” (Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati, 10 dicembre 2011, riferendosi alla manovra finanziaria presentata dal governo Monti).

“Il governo non può intervenire su questa materia” (Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati, 10 dicembre 2011, parlando dello stop bipartisan al provvedimento del governo Monti che tentava di ridurre, almeno un po’, lo stipendio dei parlamentari).

Mandare a casa il governo e la maggioranza.

Questo, secondo il lider Massimo (D’Alema), il compito di ogni opposizione.

In Italia, forse.

In tutto il resto del mondo il compito dell’opposizione è vigilare affinché il governo e la maggioranza lavorino bene. Votare ciò che deve essere votato, fermare ciò che deve essere fermato.

Nel resto del mondo.

Negli Stati Uniti, con le elezioni di mid term, il capo dell’esecutivo (che là si chiama presidente degli Stati Uniti) si può trovare in minoranza al Congresso e al Senato. Così è obbligato a prendere decisioni buone, perché se sono cattive il Parlamento le respinge e se sono buone e il Parlamento non le approva fa pessima figura il parlamento.

Ma da noi no.

Da noi i maitre à penser come il lider Massimo ci spiegano che il compito delle opposizioni è mandare a casa la maggioranza (stare zitto e limitarsi a incassare quella che considera una vittoria sembrava brutto).

Esattamente, qualunque sia il governo, se le opposizioni, qualunque sia l’opposizione, ragionano così, perché ci si meraviglia se i mercati non si fidano di noi e la speculazione internazionale ci strozza?


 
 
 
 
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    Marco, classe 1963, Italiano di San Maurizio Canavese, vicino a Torino. Forse, adesso che abita in un posto più a misura d'uomo, potrà riabituarsi a vivere in Italia.
    (marco@giaiotto.it)
     
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