Parole in piena libertà Perché, per quanto si impegnino a farci smettere, continuiamo a pensare.

15 gennaio 2008

Vostra scortese comunicazione del 14/12/2007.

Filed under: Politica e attualità,Rivoli e Torino — Marco @ 21:19

Buongiorno a tutti voi dell’ufficio tributi del comune di Rivoli, nonché all’ufficio relazioni con il pubblico e alla segreteria del sindaco, che non rispondono alle lettere dei cittadini.

Questa volta metto anche in copia Specchio dei Tempi.

Ricevo oggi, 15 gennaio 2008, la vostra scortese comunicazione datata 14 dicembre 2007 (vi prego di fare i complimenti alle poste italiane, che hanno stampato il 10 gennaio 2008 con Postel e consegnato in un mese più un giorno una lettera da Rivoli a Rivoli. Fosse stata consegnata a piedi ci sarebbero voluti circa 30 minuti tra andare e tornare.)

Premesso che non capirò mai il linguaggio della burocrazia, ovvero il vostro, per cui mi si “invita” a voler provvedere a effettuare il pagamento degli importi indicati entro il “termine perentorio” (scritto in grassetto) di 15 giorni dalla notifica (vorrete cortesemente spiegarmi la relazione che c’è tra “invito” e “perentorio”), desidero comunicarvi che quanto scrivete non corrisponde a realtà.

Ahivoi, non è vero che non ho pagato la tassa smaltimento rifiuti per l’anno 2005.
Ahivoi, ho sempre pagato tutto quanto (secondo voi) dovuto, generalmente con largo anticipo rispetto alle scadenze.
Ahivoi, ho pagato anche nel 2005.
Ahivoi, ho conservato la ricevuta, la cui copia allego alla presente lettera.

Per utilizzare il vostro stesso linguaggio, che assumo sia per voi più diretto di linguaggi più civili e cortesi, vi invito a ritirare immediatamente le vostre minacce di procedere a “recupero coattivo di quanto dovuto con ulteriore aggravio di spese”.
Vi invito inoltre a voler accusare ricevuta della presente entro il termine perentorio di 48 ore (penso si riesca a scrivere una risposta in 48 ore).

Anche una lettera di scuse per il vostro tono scortese e minaccioso, per i vostri errori (sarebbe bastato registrare il pagamento nel 2005, e se non vi è arrivato dalle poste non è una scusa, perché siete tutti dipendenti dello stesso datore di lavoro, solo che invece di controllare bene è più facile minacciare il contribuente sperando che non abbia più la ricevuta) e per aver abusato del mio tempo sarebbe gradita.

Con osservanza,

Marco Giaiotto – Rivoli.

6 ottobre 2007

Senza cocchiere.

Filed under: Politica e attualità,Rivoli e Torino — Marco @ 12:09

Così alla fine è successo.

Aspetta aspetta, ascolta quando ti dicono che la tua auto inquina troppo e dovresti usare i mezzi pubblici che non ti danno ed ecco che arriva il giorno in cui Prodi finalmente ci concede la sua presenza per inaugurare la nuova tratta, quella che serve, della metropolitana di Torino, con un mese di ritardo.

Ma non facciamo troppi commenti e riportiamo i fatti.

Fatto 1. Con comodo, con molto comodo, il Presidente ha inaugurato la metropolitana alle 12.00, assieme a una sorridentissima Maria Grazia Sestero che due giorni fa si diceva arrabbiatissima e non disposta ad accontentarsi di promesse per il finanziamento delle tratte restanti, ma cosa non si farebbe per una foto sul giornale col Presidente.

Fatto 2. I cittadini per poter finalmente usare la metropolitana hanno dovuto aspettare fino alle 16.00, altro che mezzogiorno, come promesso, con due giorni e mezzo di accesso gratuito. I due giorni e mezzo sono diventati due e un pezzetto piccino picciò e comunque…. per chi come me i soldi al GTT li paga in anticipo, con l’abbonamento, non è che si ricevano due giorni e mezzo o due giorni e un pezzo di rimborso.

Fatto 3. A Porta Nuova Prodi è stato fischiato in maniera incredibile, peggio che al Motorshow di Bologna del 2006. Secondo Prodi (a Bologna!) si trattava di pochi facinorosi (presenti all’ingresso, all’uscita e in ogni singola sala) organizzati dall’opposizione, probabilmente Alleanza Nazionale. Ieri a Torino non c’erano pochi facinorosi organizzati da AN. C’erano tanti, ma proprio tanti, lavoratori inquadrati nei sindacati di base, non certo nei tre porcellini pretoriani del governo, con fischietti, raganelle, tutto quanto fa spettacolo. E questo ci porta al fatto 4.

Fatto 4. Su La Stampa di Torino il fatto 3 non è menzionato!

Fatto 5. La stampa di Torino menziona invece che Prodi ha confessato di sentirsi a disagio su un treno senza manovratore. Anche noi che siamo sul treno Italia, ma questo non glielo si può dire.

31 marzo 2007

Il ritorno. I primi impatti.

Filed under: Rivoli e Torino — Marco @ 19:30

Lo sapevo già,…….. ma non fa meno male.

Sono dovuto andare in Comune due volte per riacquisire la residenza. E dopo quello, dopo un numero di firme superiore a uno, adesso aspetto che i vigili passino da casa mia a vedere se non sono bugiardo.

Riacquisire il diritto all’assistenza sanitaria è stato semplice (è bastato chiedere, ma con in mano un certificato del Comune che attestasse che avevo chiesto la residenza…), dopo aver avuto successo nel parcheggiare l’auto. A Rivoli non esiste più il parcheggio libero. O è vietato, o è riservato agli handicappati (veri e falsi), o ci sono le righe blu. Insomma, si paga. Il problema non è dover pagare, ma riuscirci. Le macchinette sono rare, si vede che costano, e quando ci arrivi scopri che accettano solo monete, che naturalmente non hai, o non meglio specificate “tessere magnetiche”. Ho provato a infilarci la carta di credito, che mi è stata restituita con un messaggio di “tessera magnetica non riconosciuta”. Nessuna indicazione su dove trovare queste benedette tessere magnetiche. Chiedere informazioni a qualcun altro che stava pagando con le monete (una signora) mi ha fruttato un bello sguardo di “che c**** vuoi da me? Come ti permetti di rivolgermi la parola? Ti conosco?”, stesso sguardo che mi sono beccato nei vari uffici pubblici di cui sono diventato temporaneo frequentatore, quando ho cortesemente salutato le persone già in fila. Non preoccupatevi, non voglio niente da voi, non voglio i vostri soldi, non voglio assumere atteggiamenti non appropriati nei confronti delle vostre figlie (tutte sante), non voglio rubare. Ho solo salutato. Mi sembrava una cosa gentile da fare.

Tornando alle macchinette dei parcheggi……. sono tornato nel pomeriggio, con le monete.

Ho avuto problemi con l’Agenzia delle Entrate, dalla quale mi è arrivata una contestazione relativa ai redditi 2004, quando non ero nemmeno in Italia. Avevo ragione io, e un’impiegata efficiente e cortese ha sistemato le cose, ma per poter ottenere questo sono dovuto andare a dimostrare di aver ragione, perdendo mezza giornata per andare fino a Avigliana, di fronte alla stazione. La sede di Rivoli non svolge questo servizio, o almeno non dà appuntamenti per telefono (che comincia per 199) o via Internet.

Ho avuto problemi con l’amministrazione del condominio, che mi ha fatto inviare dalla sua banca una comunicazione minatoria e un MAV per il pagamento delle spese condominiali che avevo già pagato a tempo debito. Ho telefonato (almeno lì non tocca andare) e mi hanno trattato da stupido, perchè, se ho già pagato, di che mi preoccupo? La domanda “se ho già pagato, perché mi chiedete di nuovo i soldi, elencando in maniera minacciosa tutto ciò che mi succederà se non pagherò?” non è stata considerata rilevante.

Poi, siccome rispetto a prima di partire per gli Stati Uniti cambio sede di lavoro e presso la nuova sede posso andare coi mezzi pubblici (una buona notizia…), sono andato alla sede della biglietteria dei Trasporti Torinesi per ottenere un abbonamento. Siccome l’impiegato allo sportello (anche qui, persona gentilissima) non sapeva se la fermata a cui devo scendere in Torino fosse ancora in tratta suburbana (nel qual caso mi sarebbe bastato un abbonamento per una linea suburbana) o già in tratta urbana, piuttosto che verificare mi ha fatto l’abbonamento per una linea suburbana più tutta la rete urbana. Per il modico costo di 342 euro.

Ma l’impatto più grosso è stato fare il pieno all’auto (e meno male che va a nafta).

67 euro.

Cavolo. In Texas per fare il pieno (stessi litri) di benzina il contatore si fermava a 25 dollari (19 euro).

Così ti chiedi come sia possibile, ti guardi in giro e scopri quello che segue.

Che sul carburante che usiamo nell’auto ci siano queste cose misteriose chiamate accise lo sappiamo tutti.

Ma sappiamo come sono composte?

Tutte, tranne l’ultima, sono in lire, quindi le riporto in lire e poi faccio le conversioni.

Paghiamo per ogni litro di benzina quanto segue:

– 1.9 lire per la guerra di Abissinia (del 1935);

– 14 lire per la crisi di Suez (del 1956);

– 10 lire per il disastro del Vajont (del 1963);

– 10 lire per l’alluvione di Firenze (del 1966);

– 10 lire per il terremoto del Belice (del 1968);

– 99 lire (100 suonava male) per il terremoto del Friuli (del 1976);

– 75 lire per il terremoto dell’Irpinia (del 1980);

– 205 lire per la missione in Libano (quella del 1983, non quella attuale);

– 22 lire per la missione in Bosnia (del 1996, per capirci quella in cui, regnante il primo ministro D’Alema, i nostri bombardieri sono andati allegramente a spazzolare i bosniaci con le bombe, all’insaputa del parlamento);

– 39 lire (c’era gia’ l’euro, 0.02 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotramvieri (roba da matti) (del 2004).

Come si vede le accise sono felicemente multipartisan, dal Regno d’Italia ai vari governi di quella che per qualche ragione si chiama “Prima Repubblica”, al governo pacifista bombarolo di D’Alema, al governo dell’imprenditore Berlusconi che ora di trovare i soldi per accontentare i sindacati dei tramvieri ha scoperto che gli automobilisti tanto pagano sempre.

Ma facciamo i conti.

1.9 + 14 +10 + 10 + 10 + 99 + 75 + 205 + 22 + 39 = 486 lire (circa, mi si conceda l’arrotondamento delle 1.9 lire a 2).

486 lire del prezzo della benzina sono accise, tutte per cose difficilmente giustificabili. La logica vorrebbe che un’imposta istituita per una ragione cessasse col cessare della ragione che l’ha resa necessaria. Non in Italia.

E non finisce qui. Il prezzo della benzina è dunque il ricavo del fabbricante più le accise. E l’IVA?

Il delirio non finisce, perché l’IVA si applica al totale! Quindi paghiamo l’IVA (20%) sulle accise, che sono a loro volta imposte, anche se la parola più adatta sarebbe balzelli. Altro che togliere l’imposta quando cessa la ragione che l’ha causata! Ci paghiamo anche sopra un’altra imposta!

486 x 1.2 = 583 circa.

In euro: 583 / 1936.27 = 30 centesimi.

30 centesimi di ogni litro di benzina vanno in imposte ingiustificate e ingiustificabili.

In America per una cosa così si scrive al deputato e al senatore che rappresentano il distretto in cui si vive. In Italia non si scrive a nessuno, perché deputati e senatori non rispondono ai cittadini, ma alle segreterie dei partiti.

Tant’è…… Sono nato in Italy (con l’accento sulla y) e tocca rassegnarmi al fatto che non ci sia limite alla sfiga.

E quindi per consolarmi e sentirmi a casa (che irrimediabilmente non è e non sarà piè qui) ascolto la radio che sentivo “là”.

KLUV.

http://www.kluv.com (il link per lo stream ̬ in alto a sinistra e richiede registrazione gratuita), che trasmette la mia musica. Dalle 10 in avanti (che per noi sono le 17) cՏ Debi Diaz.

Purtroppo parlano anche di cosa succede là, ovvero concerti (Aretha Franklin a aprile, maledizione), eventi, spettacoli, tutte cose che mi perdo, per cui se è vero che ascolto la mia musica, è anche vero che è un po’ come prendersi a martellate le parti sensibili, ma la musica compensa.

Vi invito a farci un giro e a provare l’emozione.

15 marzo 2007

Ancora on the road

Filed under: Cowtown — Marco @ 10:46

Mi sono fermato a dormire a Willis, a nord di Houston.

Consegno tutto domani.

La giornata è stata lunga.

Ho ritirato il camion, messo l’auto sul rimorchio, guidato fino a casa, sganciato il rimorchio, impiegato circa tre ore per caricare le mie cose, guidato cinque ore fin qui.

Guidare l’oggetto è stato piuttosto educativo.

Intanto guidare in funzione della posizione del rimorchio in tutte le curve non è così immediato.

Poi…… le corsie delle strade americane non sono larghe come pensavo. Dipende solo da cosa si guida…..

Soprattutto nelle aree con lavori, dove le corsie sono ridotte 🙂

Mettiamola in questo modo: si impara il rispetto per chi fa questo mestiere ogni giorno.

Per esempio, credo sia capitato a tutti di odiare il camion lento davanti a noi che fa da tappo e crea la coda. Oggi quello davanti ero io. Mi sentivo malissimo, ma non c’era nessun posto dove accostare a far scorrere i mezzi in coda. Niente di niente. Penso che in futuro l’odio resterà a casa.

Per completare l’opera…. l’hotel è in una strada senza uscita.

So io quello che ho penato per far manovra col rimorchio quando era già buio (la foto è sovraesposta)……. 😉

Dopo la manovra

Goodbye Texas!!!

Filed under: Cowtown — Marco @ 01:00


Ebbene sì.

Quel giorno è arrivato.

Lascio Benbrook, Fort Worth, il Texas, gli Stati Uniti. Mi mancheranno.

Ho noleggiato un “furgone” col rimorchio per metterci su la Mustang. Suppongo dovrò fare una serie di valutazioni trigonometriche ogni volta che dovrò fare una curva. 😉

Da Benbrook a Houston - 1

Da Benbrook a Houston - 2

Da Benbrook a Houston

Stavo “sognando la California” e avevo “Georgia on my mind”.

No. Sarà per un’altra volta.

Sono per strada. L’Interstate I-45, verso Houston.

Davanti a me ho circa 500 km.

Attraverserò mezzo Texas fino a Houston, dove tutte le cose che hanno occupato la mia casa e il mio garage si imbarcheranno per una lunga traversata dell’Atlantico. Poi toccherà a me, ma ci metterò un tempo piu’ breve.

Questo segna la fine di questa sezione del Blog: Cowtown invecchierà graziosamente.

Spero la mia futura esperienza sarà ricca e gratificante come quella in Texas non ha mancato di essere.

25 febbraio 2007

Marziani!

Filed under: Cowtown — Marco @ 02:02

DallasVento forte oggi a Cowtown e a Big D.

50 km/h, con raffiche di 100.

Un amico mi ha detto che sembra di essere su Marte. Il cielo, dove si vede, è arancione per la nuvola di polvere.

90.000 case nell’area sono senza elettricità.

Sembra di essere su Marte anche per un’altra ragione.

Nel pomeriggio l’aeroporto, DFW, ha dovuto chiudere per le condizioni meteorologiche.

Circa metà dei voli sono stati cancellati.

Il bello viene quando si trasforma quel “metà” in numeri.

Solo American Airlines ha cancellato 400 voli……..

Moltiplicate quel numero per una media di 250 passeggeri a volo (vi aiuto, fa 100.000, solo per American Airlines), confrontate il tutto con l’aeroporto vicino al quale ero abituato a vivere, Torino Caselle e……. sembra di essere su Marte.

27 marzo 2005

Texas weather…

Filed under: Cowtown — Marco @ 21:11

27 marzo 2005, domenica, ore 7.30.
Una foto dalla porta di casa…

Stesso giorno, 4 ore dopo.

Qui dicono che se ti trovi in Texas e non ti piace il tempo basta aspettare. Cambierà.

1 settembre 2004

Nuova casa

Filed under: Cowtown — Marco @ 21:04

Oggi mi sono liberato dell’appartamento e sono andato a vivere in una casa. Per me è una grossa novità

Per festeggiare ho fatto pranzo nel mio ristorante messicano preferito, La Familia.
La foto sopra mostra il cartello che spicca nel parcheggio del ristorante.
Per chi non legge l’Inglese, traduco: “La Familia – Parcheggio riservato ai clienti – Tutti gli altri (veicoli) saranno rimossi, fusi e venduti come rifiuti.”

Questa sopra e quelle che seguono sono foto del paesaggio ordinario che vedo andando a casa, scattate direttamente dall’auto.
Non sono foto particolari….. scene di vita ordinaria.






E infine parcheggio davanti a casa e posso andare a vedere se ho posta.
Nella cassetta delle lettere come quella di Paperino….

Altre immagini di casa.
Non ho ancora deciso se voglio fare foto dell’interno…..



18 giugno 2003

Mercoledì 18 giugno 2003

Filed under: c - Scandinavia 2003 — Marco @ 23:59

Rivoli. Dopo 9543 km sono di nuovo a casa.

Stamattina sono partito presto da Freiburg, così ho evitato di trovare molto traffico e molte tagliate di strada.

Alla frontiera con la Svizzera dovevano solo più farmi le radiografie, ma è abbastanza normale, perchè sono passato assieme ai pendolari. È abbastanza tipico che chi ha qualcosa da nascondere passi nell’ora in cui passano tutti i frontalieri. Potrei anche dire che probabilmente chi ha qualcosa da nascondere si procura un’auto che non dia nell’occhio e non passa con una targa italiana assieme ai frontalieri tra Germania e Svizzera, ma questo non mi ha certamente rovinato la giornata.

Trovarmi sull’autostrada svizzera (e poi su quella italiana) rappresenta un sospiro di sollievo. È bello guidare sapendo che se quello che stai per lasciar scorrere a destra ti taglia la strada è un caso, ma che normalmente ti dà la precedenza. Mi hanno tagliato la strada in maniera violenta una volta sola. L’individuo aveva la targa tedesca e lo svizzero dietro a me ha protestato mentre lo passava. Sono di nuovo nel mondo normale.

A tale proposito, devo rimarcare tristemente che il benvenuto in Italia è stato fortemente squallido dal punto di vista automobilistico.

Il nostro splendido paese riece a avere comportamenti da parte delle autorità che prendono le decisioni che ne fanno la barzelletta del mondo.

Durante il mio viaggio ho passato molti cantieri. Tutti con limiti di 60-80 km/h secondo le caratteristiche della strada, tutti segnalati per tempo, tutti con l’indicazione della data di fine lavori (scrivo questo ultimo punto per puro spirito polemico).

Al termine del tunnel del San Bernardo, prima ancora di uscire alla luce, trovi un cantiere. Niente data di fine lavori (pura polemica), la segnalazione del cantiere è a pochi metri, associata ad un limite di 40 km/h. Nel giro di pochi metri trovi altri tre cartelli: 30, 20, 10 km/h. Lascio a chi mi legge intuire quanto limiti del genere fossero rispettabili e rispettati dalle auto presenti sulla strada. Per completare l’opera, non esiste cartello di fine limite, per cui suppongo avrei dovuto procedere a 10 km/h fino a casa, cosa che non ho fatto. La radio, appena uscito dal tunnel, aggancia la prima stazione disponibile e trasmette Chi Hua Hua. La spengo. Bentornato a casa.

Proseguo verso Aosta. A un certo punto percorro un lungo rettilineo con limite inspiegabile di 50 km/h. Niente incroci, niente di niente. Rispetto il limite (ci ho fatto l’abitudine in questi giorni) e mi sorpassano tutti, anche i camion. In pratica rispettando il limite creo intralcio e pericolo. Al fondo del rettilineo c’è una curva a destra, veramente brutta. Subito PRIMA della curva il limite passa a 70 km/h. Non faccio domande. Poche curve dopo i limiti finiscono. È possibile viaggiare a 90 km/h sulla strada di montagna con le curve.

Sull’autostrada da Aosta a Torino, in corrispondenza di ogni uscita o area di servizio il limite di velocità da 130 scende a 80 km/h. Le uscite, soprattutto in Val d’Aosta, sono numerose, perchè servono tutte le valli trasversali, per cui la cosa è quasi continua. Nessuno rispetta questo limite. In Germania questi tipi di limite esistono, sono di 120 km/h e li rispettano tutti. Da noi non esistevano, siamo arrivati per ultimi e hanno dovuto mettere questi assurdi 80 km/h. Faccio notare che se non li vedi (e capita) e prosegui a 130, come da codice, sei giusto 50 km/h sopra il limite, cioè dove oltre a pagare di più posi la patente per qualche mese. Voluto? Non lo so.

Comunque gli italiani si comportano meglio di molti altri, nonostante tutte queste cose e nonostante i luoghi comuni.

E, come ho detto più volte, ho imparato ad apprezzare molte cose che davo per scontate.

17 giugno 2003

Martedì 17 giugno 2003

Filed under: c - Scandinavia 2003 — Marco @ 23:59

Freiburg. Mamma mia, oggi mi sono sciroppato 1071 km in un colpo. A Karlsruhe non c’era posto, così dal loro terminale ho prenotato qui ed eccomi arrivato.

Dopo un migliaio di km di autostrada tedesca ho capito alcune cose, sicchè mi accingo a parlare malissimo dei guidatori tedeschi e benissimo della polizia di Freiburg.

Ribadisco tutto quello che ho detto del modo in cui qui cambiano corsia e ti tagliano la strada: vivono di prepotenza.

Sono giunto alla conclusione che qui non valga la regola del dare precedenza prima di cambiare corsia, perchè non lo fa nessuno, nemmeno la polizia.

In sostanza, se quello sulla destra decide che si sposta, lo fa e basta, qualunque sia la velocità a cui arrivi, e magari visto che c’è frena e tu inchiodi, assieme a tutti gli altri, e sembra sia normale.

Il fatto è che si va molto forte. I camion viaggiano sui 120 km/h (il limite sarebbe 90) e durante il giorno non possono sorpassare (orari diversi, secondo i tratti). Ci si potrebbe quindi accodare a un camion e viaggiare a 120. Solo che tra camion e camion tengono circa 30 metri, indipendentemente dal fatto che in mezzo ci sia o meno un’auto. Se ti vai a mettere lì devi stare attaccato al camion davanti, se no quello dietro ti spinge.

Inoltre quando ho provato a stare per qualche chilometro a destra ho visto che per uscire dall’autostrada non vale la regola di mettersi a destra per tempo e poi uscire. Si arriva a velocità folle fino all’uscita, si inchioda sulla corsia di sinistra, si taglia la strada a chi è a destra e si infila il raccordo. Mi era già successo sulla tangenziale di Monaco, ma credevo di aver trovato un prepotente imbecille. Adesso ho visto che fanno proprio così.

Quindi non si sta a destra e non si va piano. Solo che così ti tagliano la strada quelli che si spostano di brutto da destra. Ho visto che ti metti al riparo da questa cosa se non tieni più di 5-6 metri dall’auto che precede. Se già ne lasci 10 uno da destra si infila e, essendo troppo vicino all’auto davanti, frena con violenza. Il problema di tenere 5-6 metri è che quello davanti viaggia da 150 in su.

Ogni tanto qualche camion sorpassa in barba al divieto. Stesso metodo: esce e basta e tutti inchiodano. Da noi uno così lo lincerebbero.

Tutto questo mi aiuta a capire i tedeschi che trovi in giro da noi e che ti tagliano la strada senza tante esitazioni. Poi non capiscono perchè gli lampeggi. Chiaro, non hanno fatto niente di strano.

A proposito, ho visto qualcuno protestare coi fari. Meglio evitare. Si offendono e, naturalmente, ti inchiodano davanti. L’ho visto abbastanza presto e ho potuto evitare l’errore.

In pratica, se qualcuno deve guidare qui, occhio che è pericoloso.

Arrivato a Freiburg non riuscivo a trovere l’albergo. Dopo un numero eccessivo di giri finalmente ho visto nello specchietto una macchina della polizia. Ho accostato, luci di emergenza, e ho chiesto se per favore potessero spiegarmi la strada. È complicato, seguici, e hanno fatto quasi 15 km per farmi strada fin nel parcheggio dell’hotel. Sono senza parole.

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