Parole in piena libertà Perché, per quanto si impegnino a farci smettere, continuiamo a pensare.

20 settembre 2001

Giovedì 20 settembre 2001

Filed under: a - Scozia 2001 — Marco @ 23:58

Cairn Ryan… in fila per il traghetto…
Le signore sudafricane sono tornate da Belfast. E’ stato faticoso, dicono, ma un bel giro.
Oggi i nuovi ospiti sono una coppia di scozzesi simpatici come pochi.
Saluto tutti e mi dirigo al traghetto.

Mi hanno perquisito tutti i bagagli e la macchina!!
Suppongo sia sempre nell’ottica di chiudere la stalla dopo.
Contenti loro di ficcare le mani nei panni altrui.
Immagino in giro sia pieno di terroristi internazionali che vanno a spasso per la Scozia e L’Irlanda con un’Alfa Romeo con targa italiana e un passaporto italiano, tanto per passare inosservati.

Roba da matti.
Adesso è arrivato un omino con una specie di atomizzatore. Mi disinfetta le ruote e le scarpe.
Mi sembra proprio indispensabile.
Basta. Tra un’ora parto, tra due sono in Irlanda, tra tre nella Repubblica. Non mi preoccupa certo il disinfettatore solitario.

Mi ha seccato un po’ di più essere stato l’unico a subire il controllo completo del bagaglio e dell’auto. Gli inglesi passano e basta, ma si sa, loro sono onesti.
Fino a qualche anno fa negli aeroporti (c’era ancora la dogana) trovavi la corsia per tutti e la corsia per gli inglesi. Nella loro corsia non c’era il tavolo per il controllo bagagli, perchè non c’era controllo bagagli.
Gli inglesi non fanno contrabbando.
Qui siamo in Scozia e non sono proprio amici degli inglesi, ma evidentemente le strutture si sono adeguate.
Ho già più volte avuto modo di notarlo in Irlanda del Nord. Il controllo centrale è avvertibile. Non fosse così non sarebbero riusciti a tenere il piede sul collo dei resti dell’impero per tanto tempo.

Comunque, trattarti da diverso e con sospetto è un buon modo per non farti rimpiangere di andare via. Nel preciso istante in cui appoggerò le ruote sul ponte della Superstar considererò chiuso il capitolo Scozia 2001 e aperto il capitolo Irlanda 2001, e la Superstar è appena entrata in porto!
Da quando sono nel Regno Unito mi sono state nominate due volte Roma, una Firenze, tre Venezia e due la mafia. Incoraggia il fatto che Venezia sia più conosciuta della mafia. Spiace un po’ per Roma, Firenze e il resto d’Italia.

19 settembre 2001

Mercoledì 19 settembre 2001

Filed under: a - Scozia 2001 — Marco @ 23:59

Stranraer. Giornata di sole, ma con la nebbia, per adesso.
Nuovi ospiti nel B&B, due australiani diretti a Derry (loro dicono Londonderry…) e due signore sudafricane che oggi faranno il tour di Belfast in autobus, in giornata! Sicuramente è il modo più semplice di visitare Belfast, ma mi sembra un po’ faticoso.
Wow! E’ appena apparsa una nave nella nebbia. Uno spettacolo notevole. Prima la sagoma che va e viene, poi piano piano distingui il colore.
Sembra non arrivare mai. Chissà come facevano prima di radar e GPS?

Sia gli australiani che le sudafricane si lamentano del costo del carburante… Non si finisce mai di imparare. In Australia gasolio e benzina nelle città costano uguali (circa 1200 lire…). Nelle campagne il gasolio costa molto meno, perchè lo utilizzano i mezzi agricoli.
Buono a sapersi. Dovessi mai trovarmi in Australia e con un’auto diesel…

Ops, messaggio SMS. Meno male, è di una persona simpatica che mi manda un’informazione che aspettavo da un po’.
Da quando ho passato il confine ho ricevuto 11 telefonate, tutte lunghe esclusa una da una ditta francese che aveva sbagliato numero. Immagino Omnitel mi metterà tra i clienti sostenitori…
Dopo che avrò finito la colazione.

Un’altra cosa imparata da australiani e sudafricani: gli inglesi in auto sono molto veloci.
Non aggiungo commenti.

Scarico e leggo la mail. Imparo che il giorno in cui il mondo civile ha fatto silenzio dalle 1200 alle 1203 (qui dalle 1100 alle 1103) per ricordare i morti negli US, il sindacato di Alenia ha invece fatto sciopero dalle 0900 alle 0915.
Non aggiungo commenti.

Un bel giro sul Rhins of Galloway. La nebbia è sempre lì, ma la temperatura è piacevole. I traghetti vanno e vengono. Potresti regolarci l’orologio. Non si vede l’Irlanda, ma è lì, da qualche parte. Ieri a Derry la gente ha attaccato la sede della polizia.
Non aggiungo commenti.

Domani passerò da Derry. Passerò e basta.
L’Irlanda del Nord è bella, ma tutte le volte che ci sono stato ho sentito la tensione nell’aria e nelle persone. Passi il confine e ti senti a casa. Sei il benvenuto. Il disagio è rimasto dall’altra parte.

Accidenti. Potrei aver sentito male, ma non credo.
Mi è appena passato un EFA sulla testa. Molto, molto basso.

18 settembre 2001

Martedì 18 settembre 2001

Filed under: a - Scozia 2001 — Marco @ 23:59

Stranraer. Stamattina un signore americano, Ray, mi ha chiesto se fossi “familiar” coi computer e con le connessioni a Internet, perchè aveva problemi a collegarsi e a scaricare la mail.
Adesso l’ha scaricata.
Curioso. Utilizza una connessione a AOL e non sa configurare un accesso remoto. Non sapeva neppure dove fosse.
Tendiamo a pensare che gli americani sappiano più di noi su tutti gli argomenti, soprattutto nel campo dei computer. Be’, non è vero. Hanno solo più mezzi. Questo signore è abituato al fatto che la segretaria gli configura AOL sul notebook per la zona dove deve andare. Poi funziona.
Quando la linea di AOL, come in questa zona, decide di non funzionare, è perso.
Gli ho configurato una connessione gratuita a Yahoo.uk e gli ho spiegato come usarla. Perfino come interrompere la connessione.
Un modo curioso per cominciare la giornata. Il resto della giornata è mio, per camminare nella zona.

Appena uscito vedo il catamarano di Stena Line che parte per l’Irlanda. Accidenti che spettacolo.
Mi sposto verso nord e vedo la Superstar Express, la nave che tra un paio di giorni porterà me. Gulp!
So che è una nave per averlo letto da qualche parte. Tutto grida “velocità“. Ti chiedi se tocchi l’acqua o se scivoli sopra.
Mi fermo per un po’. Voglio guardare la nave partire (solo, seduto sulla panchina del porto. E’ poco originale: l’ho già pensato a Dublino, l’ho pensato a Waikiki. Non ne posso fare a meno: questa è la canzone cui penso in queste occasioni).
E’ curioso. Quasi ovunque vedi le navi lasciare il porto, allontanarsi, rimpicciolire, sparire in lontananza dopo molto tempo. Qui lasciano l’ormeggio, raggiungono il fondo dell’insenatura, girano a sinistra dietro il promontorio, danno motore e spariscono.
C’è qualcosa di definitivo. Potrebbero non essere mai esistite. Non fosse per le foto…

Continuo la mia passeggiata nel sole… Le previsioni del tempo resistono!
Ho proprio trovato l’area giusta per due giorni di riposo e rilassamento prima del salto in Irlanda.

17 settembre 2001

Lunedì 17 settembre 2001

Filed under: a - Scozia 2001 — Marco @ 23:59

Brodick. Per la terza volta in fila per salire su un traghetto… e non è ancora finita.
Secondo le previsioni del tempo oggi è “chilly windy with showers”. E’ la giornata più bella da quando sono qui. Non un filo di vento, non una nuvola.
Spero che le previsioni continuino così…
Oggi l’Irlanda è visibilissima.
Il traghetto non sembra un problema. C’è poca gente. Ho già il biglietto. La ragazza all’ufficio informazioni preferisce comunque prenotarmi, tanto per essere sicuri. Pare che su questa tratta sia comunque meglio avere una prenotazione. In effetti si sta formando una colonna di camion. Ho l’impressione che questo traghetto debba essere più grosso dell’ultimo che ho visto…
Mi porterà vicino a Irvine, dove intendo visitare lo Scottish Maritime Museum.
La nave sta attraccando. Sì, penso sarà una piacevole traversata.

Il museo è interessante, soprattutto le navi vere. Sì, insomma, quelle che galleggiano e su cui puoi salire. Non che l’esposizione di motori sia male. La visita al museo mi porta all’ora di trovare un posto per dormire.

Stranraer. Una bella fattoria. In stanza ho due finestre, una sui campi di mais e l’altra sul mare. Una doccia, una tazza di te, mezz’ora di riposo e sono pronto per andare a cena. Ho davanti due giorni per esplorare una zona interessante e poi il traghetto verso l’Irlanda!

16 settembre 2001

Domenica 16 settembre 2001

Filed under: a - Scozia 2001 — Marco @ 23:59

Sulla costa occidentale dell’isola di Arran. Solo.
King’s Cave. Secondo la leggenda Robert Bruce vide un ragno ricominciare a costruire la tela appena finita e appena distrutta e decise di continuare la lotta per il trono di Scozia.
Leggende.
Secondo la storia si sarebbe rifugiato qui nel 1306.
Secondo i dipinti sulle pareti la presenza umana risale a qualche migliaio di anni prima.
Oggi ci sono solo io.

La piacevole passeggiata si è rivelata una marcia di tre ore, mantenendo un buon ritmo. Vale lo sforzo. Dopo aver attraversato il bosco cammini sul prato lungo la costa. Tra l’erba trovi funghi e conchiglie. Il Mull of Kintyre è là di fronte, il resto del mondo coi suoi rumori altrove.
Da quello che vedo in distanza, sulla penisola di Kintyre diluvia. Qui il sole è meraviglioso.
C’è il vento…

15 settembre 2001

Sabato 15 settembre 2001

Filed under: a - Scozia 2001 — Marco @ 23:59

Claonaig, in attesa del traghetto per Arran… sotto la pioggia e con un vento da paura.
Non ho il biglietto. Spero di poterlo comprare qui.
In effetti non c’è biglietteria. Se non vendono biglietti a bordo immagino dovrò tornare in paese e passare col giro successivo.
Ok! Il guscio di noce (è lungo come 5 auto) arriva. Posso comprare il biglietto a bordo. Non solo, il cassiere è gentile, mi spiega tutto, mi fornisce una copia dell’orario CalMac (ci tenevo) e mi fa un biglietto unico per le due tratte (tornerò a terra passando dall’altra parte, da Ardrossan) facendomi risparmiare 5 sterline. Non è scritto da nessuna parte, per cui devo ringraziarlo (già così costa 47.60… carucci questi traghetti, ma l’isola promette bene!). Ah, ho anche potuto pagare con la carta di credito.

Lochranza. Il momento più emozionante della traversata è l’ormeggio… perchè non ormeggia. Il timoniere si limita ad abbassare la rampa, puntarla contro lo scivolo e cercare di tenere la barca ferma coi motori, lotta già persa per il vento laterale.
La discesa è un po’ ballerina.
Nel frattempo il tempo è diventato bello. Cambierà ancora 10 volte prima di stasera, ma adesso è proprio bello!

L’isola, piccolissima, è una fonte di sorprese. Ogni angolo è diverso.
Inoltre, quando cominci a dubitare della natura umana, trovi l’eccezione.
Mi fermo a Blackwaterfoot. Si incastra la lingua solo a provare a dirlo. Trovo accoglienza nel primo posto dove mi fermo.
Mi danno una stanza doppia e non applicano sovrapprezzo.
Sono a due passi da un paio di passeggiate promettenti. Ne approfitterò domani, se il tempo sarà più clemente.
Una cosa per me significativa è che questo sia il primo posto in cui mi sia riuscito naturale chiedere subito la stanza per due notti anzichè una.

Cena fantastica in una villa vittoriana! Forse Blackwaterfoot merita una visita anche solo per questo.

14 settembre 2001

Venerdì 14 settembre 2001

Filed under: a - Scozia 2001 — Marco @ 23:59

Oban, ore 1100: si è fermato tutto. Auto, trasporti pubblici, casse dei supermercati (ero lì). Oggi, 14 settembre 2001 è stato dichiarato giorno di lutto europeo. Radio e televisioni sono state in silenzio.
E’ stato molto bello. Spero di non vederlo mai più.

Al fondo di un budello stretto e pericoloso arrivo a un faro.
Niente altro.
Il cartello recita “Mull of Kintyre”.
Mi chiedo se arrivare qui con la radio (locale) che trasmette una canzone di Zucchero (Senza una donna) abbia dei significati nascosti.
Spero di vedere dove metto i piedi nella nebbia. Se si alzerà potrò vedere l’Irlanda.

Sulla penisola di Kintyre mi fermo a Carradale. Quattro case, più o meno.
Ogni giorno diventa un po’ più frustrante trovare da dormire.
Non per mancanza di ricettività, ma perchè viaggio da solo.
Moltissime case sono B&B, ma praticamente hanno tutte stanze doppie.
Non vedo bene dove sia il problema, visti i sovrapprezzi che applicano per l’uso singolo.
Nel posto di ieri il costo era 16 LGB per persona. Da solo ne ho spese 28.
Considerato che quasi ovunque ti danno una stanza coi letti gemelli e che mangi una colazione sola (è già un’impresa) e non due, mi pare eccessivo.
In più devi cercare col lanternino quelli che ti accettano. Intendiamoci, ben pochi sono scortesi. Fin qui ne ho trovati due.
Gli altri sono patetici. Vedi che hanno voglia di darti la stanza, ti intrattengono, chiacchierano, ti danno indicazioni, ma le stanze (a volte una) che hanno sono doppie e quindi sperano fino all’ultimo che arrivino due persone.
Poi magari stanno senza.
Mi sono fermato in una fattoria. Mi trovo bene nelle fattorie.
La signora che mi ha accolto con cordialità (e che ha una stanza singola disponibile) mi ha detto chiaro che pensa sarò l’unico ospite di oggi.
Sinceramente ci credo.
Non ha mai veramente fatto giorno. Ha piovuto forte in continuazione e continua a piovere. Gli altri giorni i turisti cercano una stanza tra le 1700 e le 1800, ma oggi sono tutti al riparo.
Ho fatto il giro della penisola. Avrò incrociato 10 auto, ed erano tutte locali.
Non è un problema. Ho trovato un buon posto, l’accoglienza è ottima e gli altri posti che ho visitato possono aspettare le coppie che non arriveranno.
L’Irlanda è un’altra cosa. Tutti i B&B hanno una tariffa per persona e un supplemento per uso singolo, in genere del 10 – 15%, e il servizio è basato sull’ordine di arrivo o prenotazione.
Se telefoni o arrivi e hanno una stanza libera, è tua anche se ha quattro letti.

A cena salmone, finalmente.
Cucinato in maniera impeccabile, con un magnifico contorno di verdure.

13 settembre 2001

Giovedì 13 settembre 2001

Filed under: a - Scozia 2001 — Marco @ 23:59

Da Ullapool a Poolewe. Non nevica. Anzi, c’è il sole… oltre a un po’ di ghiaccio qui e là. Eppure in mezzo a questa terra difficile cresce l’Inverewe Garden. Tra poco saprò se è quello che dicono.
Sì. Perfino qualcosa in più.
Naturalmente l’ingresso è a pagamento. Come avevo avuto modo di notare anni fa alla Giant’s Causeway, siamo nel Regno Unito.
Questo rovinerà però la loro salute, non la mia. I giardini sono bellissimi.
Sembra incredibile. La terra è stata portata dall’Irlanda per coprire la sassaia. Uno schermo di piante (essenzialmente conifere) ripara dal vento distruttivo. Tanto lavoro e tanto amore per la natura hanno fatto il resto.
Il risultato è lì da vedere.
Infatti il posto si sta affollando. Arrivano i turisti. Vado via di corsa.

Verso Eilean Donan Castle.
Non che qui ci siano meno turisti… Pare sia il castello più fotografato in Scozia.
Mi unisco al pecorume e lo fotografo anch’io, anche se da un posto diverso.
Una ragazza (italiana) cerca di spiegare ai suoi amici quanto dovrebbero essere emozionati perchè Christopher Lambert è stato lì.
Boh. Mi emoziona di più il fatto che il castello sia lì dal 1230.
Poi, se proprio devo emozionarmi perchè un attore ha lavorato in questo castello, be’, quel giorno c’era anche Sean Connery.

Tyndrum. Quando comincio a disperare di trovare un posto dove fermarmi, ecco Tyndrum.
I gestori del B&B sono organizzatissimi. Hanno piante della zona, guide, il menu del ristorante locale e accettano camminatori e ciclisti.
Una buona base per decidere come proseguire.

12 settembre 2001

Mercoledì 12 settembre 2001

Filed under: a - Scozia 2001 — Marco @ 23:59

Da Inverness a Tongue. Uno spettacolo. Nemmeno la pioggia lo rovina. Forse gli regala fascino.
E un po’ di scomodità quando mi fermo per vedere da vicino ogni cosa che mi ispira.
Le persone lungo la strada sono cordiali…
Un saluto, due parole e via verso la prossima fermata.
Niente legami. Non ora.

Tongue. Sulla costa nord, se si può chiamare costa, a picco sul mare (nero) se si può chiamare mare.
Il tempo è già passato da sole a pioggia sei o sette volte. Il vento è sempre con me. Un amico. O così o scappi.
Arrivo dopo 100 km di strada a singola corsia, con qualche piazzola per fermarsi e incrociare, peraltro ottimamente segnalata.
Gli ultimi 40 km sono anche senza telefono.
Non incroci più nessuno. L’isolamento è totale.
La radio è muta.
Eppure ci vivono. Qua e là, ogni 5 o 6 km, indovino una casa.
La strada che scende al paese è da brivido. I cartelli indicano una pendenza del 15%, adatta alle biciclette.
Da qui ho una sola possibilità: seguire la costa verso sudovest e decidere dove chiedere ospitalità. Come essere a casa.

Ullapool, piccola città incastrata in un fiordo, porto di pescatori.
Non trovo posto sul fronte del loch. Pazienza. L’atmosfera è comunque ottima e sicuramente è più tranquillo.
Una lezione su Ullapool: bisogna prenotare prima!
Anche se al B&B per strada la signora è stata gentilissima e ha fatto le telefonate per me, definendomi “very nice gentleman”. Da morir dal ridere (nel senso buono…).
Una cosa positiva di questi posti piccoli è che nessuno cerca di mandarmi a un ristorante italiano! Io non vado nei ristoranti italiani!
Ehm, all’estero, naturalmente. Ti pelano e mangi male, almeno per il mio standard.
Molto meglio la cucina locale. A volte non è il massimo, ma tanto mi rifaccio a casa.
Un altro commento su Ullapool. Per il momento la corrente del Golfo funziona, ma pare che stanotte potrebbe nevicare.
Boh. Vedremo.
Per il momento mi ha emozionato abbastanza vedere le foche.

11 settembre 2001

Martedì 11 settembre 2001

Filed under: a - Scozia 2001 — Marco @ 23:59

Da Newtonmore a Aberlour. Come promesso dal padrone del B&B, la strada fino qui è molto bella e il tempo è buono.
A Aberlour trovo la fabbrica di Walkers, i biscotti al burro. Hanno di tutto, nei bei pacchetti con su il tartan di famiglia. Ho causato un piccolo dolore alla carta di credito.
E adesso via, verso Glenfiddich…
Dufftown, appunto. La famiglia Grant gestisce da 5 generazioni la distilleria. Uno dei discendenti adesso alla guida dell’azienda di famiglia (Grant) si chiama Glenn… Roba da matti.
Nel giardino si vede una pianta nuova, messa a dimora quest’anno, 2001, in occasione del centesimo compleanno della nipote del fondatore. Mi chiedo se consumi i prodotti della famiglia…

Da Dufftown a Fochabers, dove la famiglia Baxters ha creato l’Highland Village… e dove puoi trovare di tutto, sempre seguendo l’istinto e parlando con le persone.

Da Fochabers a Fort George, sul Moray Firth.
Strano posto Fort George. Arrivi lungo una stradina tappezzata di cartelli che spiegano che sei in un poligono militare e che conviene stare alla larga quando le bandiere rosse di pericolo sono esposte, perchè sparano sul serio.
Naturalmente le bandiere sono esposte.
Boh. Proseguo.
Arrivato lì trovo tanti cartelli di benvenuto e una struttura imponente costruita una vita fa (1746) e ancora in uso (First Battalion – The Royal Highland Fusiliers), a due passi, ma proprio due, da Inverness.

Un bel giro lungo il lago.
E’ curioso. Nessuno crede o ammette di credere nel mostro di Loch Ness, però guardano verso il lago e tengono la macchina fotografica pronta, “just in case”.
E’ difficile resistere…

Ho sentito per radio le notizie sugli atti terroristici negli Stati Uniti, e adesso sono a Inverness, davanti alla televisione.
C’e’ poco da dire.
Meglio, ci sarebbe molto.
Solo che non trovo le parole.
Magari domani.

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