Parole in piena libertà Perché, per quanto si impegnino a farci smettere, continuiamo a pensare.

6 ottobre 2001

Sabato 6 ottobre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Porto di Portsmouth. Confermo che non c’è assolutamente nessun controllo su ciò (alimentari) che porti fuori!
Il mare è di nuovo previsto brutto. Suppongo di averci fatto l’abitudine… quindi nessun problema. La nave va.

5 ottobre 2001

Venerdì 5 ottobre 2001

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Dublino… in fila per salire sul traghetto…
Dopo aver letto la storia del trasferimento dal Giappone a qui della European Ambassador, adesso è ora di salirci.
Piove e tira vento. Da questo momento è solo strada verso casa. All’arrivo avrò fatto circa 8000 km. Giustificati.

La nave è proprio bella, nuova e pulita. Farò il viaggio vicino alla vetrata a prua. Vista aperta sul mare. Un po’ mosso, in verità.
Ah, ho la conferma che su questa nave, in servizio tra Inghilterra e Irlanda (non del nord) non c’è nessun cartello che parli di latticini o cibo in generale, esattamente come su quella in servizio verso la Francia. Secondo me i signori inglesi non hanno le idee molto chiare.

Ma questi sono trogloditi! Siamo arrivati a Liverpool con due ore di ritardo (mare terribile) e adesso dobbiamo stare sulla nave 50 minuti perchè la marea è bassa, siamo in una chiusa e dobbiamo aspettare che si riempa per portare la nave al livello del molo!! In porti dove se la tirano molto, ma molto, meno usano i pontili mobili e abbassano quelli. Alzare la nave. Ma dimmi te.

4 ottobre 2001

Giovedì 4 ottobre 2001

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Malahide. La scelta oggi è stare fuori Dublino. Specificamente sulla spiaggia di Malahide, con la complicità del sole e dei 16 gradi di oggi. Niente vento forte.
Quasi tempo di bilanci. Sì, penso tornerò in Irlanda.
Domani sveglia molto presto, per salire sul traghetto per Liverpool e poi guidare fino a Bradley Stoke, vicino a Bristol.

3 ottobre 2001

Mercoledì 3 ottobre 2001

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Malahide. Giornata intensa. Il mezzo pubblico per andare a Dublino è la soluzione ideale.
Arriva. Corrono tutti. Dimmi tu se vale la pena. Boh. Corro anch’io. A bordo scopro l’orario: quello dopo sarebbe passato… 75 minuti dopo! Valeva la pena fare la corsa.
A Dublino mi sono sempre mimetizzato fra i locali. Come? Semplice, non avevo l’ombrello, i turisti sì.
Come risultato i turisti non si bagnano… la testa. Ho scoperto che lo step successivo a pouring è downpouring. Oggi a più riprese era downpouring. Mai visto niente di simile. Non so quanta acqua sia scesa con violenza, con angoli tra più e meno 60 gradi. So di averne presa una dose notevole. Poi si ferma un momento, arriva il sole e ti asciuga. Poi è di nuovo ora, e così via.
Ho girato tutti i negozi di Dublino che mi interessavano e ho trovato tutto ciò che mi serviva. Miseria che carico! Meno male che non devo prendere l’aereo stavolta.

Faccio cena con un irish stew servito dentro… un pancarrè intero svuotato. E poi via da Fitzsimons.

2 ottobre 2001

Martedì 2 ottobre 2001

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Dublino. Il grosso della giornata è stato occupato dal trasferimento qui.
Ho raggiunto il B&B dove Marie mi ha detto che è bello rivedermi e mi ha chiesto come sto e se mi sono sposato. Strano, perchè alla prima domanda ho risposto “bene”. Almeno non mi ha ricordato un’altra volta che lei ha due figlie (lovely girls).
Il giro a Dublino nel tardo pomeriggio è una perdita di tempo. Non ho trovato un posto per lasciare la macchina se non nel parcheggio multipiano, ma 25.000 lire per due ore mi sembra proprio esagerato. E’ comunque andata bene, perchè sono passato dalla fabbrica Guinness, dove non ho trovato cosa cercavo. In pratica in questo pezzo di mezza giornata sballata per principio ho fatto tutte le cose inutili che mi avrebbero fatto perdere tempo domani e il giorno dopo, giorni che saranno così pieni.
Più tardi, a ora di punta finita, tornerò in centro: la sera è più facile parcheggiare. Se passerò uno dei due giorni dentro Dublino, ci verrò coi mezzi pubblici. Molto più pratico.

Voglio stare qui.
Almeno un amico capirebbe il riferimento: Sono stato da Fitzsimons a Temple Bar.
Agli altri dovrei spiegare che Fitzsimons è un posto dove delle belle ragazze non noti le gambe, ma i piedi. Se sei abbastanza veloce.

1 ottobre 2001

Lunedì 1 ottobre 2001

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Bantry, Cork. La tempesta è durata fino alle 10 del mattino, ma adesso ha vinto il sole. Il vento è ancora qui. Porta via. La stazione meteorologica locale dichiara 60 mph con raffiche a 100. In effetti mi sembra credibile. Però c’e’ il sole e mi basta.
I giardini della Bantry House sono imperdibili. Soprattutto la French Armada Exhibition. Una notevole lezione di storia. Meno notevoli i due inglesi, marito e moglie, che a un certo punto mi hanno sorpassato durante la visita (in effetti li ho volutamente fatti passare e mi sono fermato ad aspettare che si allontanassero per non sentirli più) e che ad alta voce criticavano tutto ciò che vedevano, ridevano e dicevano “questo è falso”
Si riferivano alla Repubblica d’Irlanda come Southern Ireland.
Uno dei punti che hanno criticato è quello in cui si dice che in Francia e US c’è libertà di credo religioso. Secondo questi due inglesi non era vero, come non era vero il resto della storia (per la cronaca, i primi leader del movimento indipendentista irlandese di fine ‘700 non erano cattolici ma anglicani, convinti che la liberta’ di credo in Irlanda fosse importante in quel periodo di forti discriminazioni imposte dalla corona). Nessuno dei presenti, me compreso, ha ritenuto opportuno degnarli di più di un’occhiata. E c’erano tedeschi, americani, francesi e olandesi oltre a me. Tutti li hanno lasciati passare e allontanare e hanno ripreso il giro. Meno male, non erano presenti locali.
Mi chiedo se impareranno mai…

Una curiosità sulla baia di Bantry.
L’isola che ho visto a metà e che sulle carte è segnata come Bear Island, in realtà è la Bere Island, residenza di quel Donal Cam O’Sullivan Bere, oppositore di Elisabetta I, ultimo principe d’Irlanda, la cui storia ho letto poco tempo fa. Stai attaccato al libro fino all’ultima pagina.

Vicino al B&B ho trovato una pista di atterraggio con tutti i crismi sul bordo della baia. Appartiene alla Rowa Pharmaceutical ltd. Pare che il boss (americano) sia uno che ha un po’ di soldi. Bene, costui 2 volte all’anno fa il giro delle sue industrie. Una di queste è alla periferia di Bantry. Siccome fa il giro in aereo, per non doversi spostare troppo (Shannon, Kerry o Cork) ha fatto costruire questa pista usata solo da lui ogni 6 mesi. L’amministrazione locale glielo ha permesso, con una clausola: la pista deve essere costantemente tenuta pulita, libera e efficiente per eventuali atterraggi di emergenza. Così il capriccio di uno che ha tanti, ma tanti, soldi diventa un servizio per la collettività. Ogni paragone risulta superfluo…

30 settembre 2001

Domenica 30 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Bantry, Cork. Per la prima volta da quando vengo in Irlanda non mi sono spostato dal Kerry a Cork (o viceversa) lungo la costa.
La strada interna (N22 e N71) è molto più corta. Be’, ci vuole lo stesso tempo. E’ una vera strada di montagna, con salite e discese ripide, curve strette e gallerie basse scavate nella roccia viva, senza traccia di cemento.
Si costeggia il Lough Leane e si attraversa il Killarney National Park. Si passa in prossimità di laghetti che non esiteresti a definire alpini. Il verde è ovunque e le piante sono pareti e tetto per la strada.
Per rendere breve un discorso lungo, quest’area merita maggiore attenzione di quanta gliene abbia dedicata fin qui. Da ricordare per la prossima volta.

Notizie di oggi sentite alla radio.
Il Labour Party irlandese (all’opposizione) critica il governo per aver concesso agli US l’utilizzo dei propri aeroporti (Shannon fondamentalmente), non sapendo come saranno utilizzati (per rifornire, in realtà). Nello stesso notiziario sento che il primo ministro italiano è nei guai per aver detto che la cultura occidentale si è dimostrata superiore all’Islam.
E’ un po’ difficile capire da qui cosa succeda, ma pare che l’opposizione stia piantando un cine pauroso (immagino si convertiranno tutti all’Islamismo) e che la presidenza dell’UE pretenda scuse ufficiali.
Non ho mai capito bene che senso abbia scusarsi per qualcosa che si è detto.
La reazione dei turisti americani qui è unanime: perchè ci si deve scusare per aver detto la verità?
Al di là di questo, è interessante vedere come in Italia e in Irlanda le opposizioni riescano, per ragioni puramente di opportunità, a criticare i governi per aver preso posizioni o provvedimenti che le opposizioni stesse, indipendentemente dai colori, avrebbero dovuto prendere se i ruoli fossero stati invertiti (sarebbe un po’ difficile in questo specifico caso prendere posizione in maniera opposta o dichiararsi neutrali. Perfino i vari pagliacci internazionali, mi riferisco a Arafat, Gheddafi e Saddam Hussein, hanno in maniera più o meno colorita e sfacciata offerto solidarietà o aiuto agli US. Paesi come Pakistan e India, contro le aspettative di molti, stanno collaborando.).
Solo in UK i Tories hanno assicurato a Tony Blair tutto il loro appoggio in questa situazione complicata, come peraltro era successo, a ruoli invertiti, in Italia per Albania e Kosovo, quando le opposizioni avevano garantito al governo una maggioranza che non aveva più a causa di qualche defezione.
Per piantarla lì, ho sempre pensato che il mestiere di un governo di qualunque colore fosse quello di governare al meglio delle proprie possibilità un paese e il mestiere dell’opposizione fosse quello di verificare l’attività del governo. Sembra invece che in generale i governi tirino solo a salvare la faccia e le opposizioni a porre ostacoli sempre e comunque.
La cosa mi delude un po’, ma si sa che sono un po’ visionario.
Tanto visionario da credere che continui comunque a essere importante andare a votare.
Quanto alle mie idee sul fatto che una cultura possa essere superiore o inferiore a un’altra, ritengo sia una questione, appunto, di cultura.
Se cresci in un mondo in cui ai ladri tagliano le mani, alle donne non è concesso frequentare una scuola, mostrare il volto, indossare vestiti colorati o parlare con un uomo non facente parte del proprio nucleo familiare a meno che uno di questi non sia presente e manifesti il proprio consenso, probabilmente impari a considerare tutte queste cose giuste. Per me, cresciuto in un’altra cultura, sono incubi.
Se poi parliamo di guerra santa e di attacchi suicidi, la zuppa è un po’ diversa. L’Islam non ha nulla a che fare con questo. L’ignoranza (con le sue cause) e la capacità di pochi di trarne vantaggio invece sì, ma non è Islam, checchè ne dica pennarello Bin Laden.
Fine dello sfogo. Il tempo è splendido. Ho spento la radio.

Il problema qui a Bantry è che, quando arriverò al B&B, sarò accolto anche lì con te e fettone di torta e non sarò capace di dire “no, grazie”.
Questo B&B è una fattoria affacciata sul mare. La padrona di casa ha un nome irlandese che non so pronunciare. Me lo avrà detto 10 volte, l’ho visto scritto e non riesco a memorizzarlo. E’ anche gentile e ottima cuoca. L’area è tranquilla, solo rumori arcadici, la stanza silenziosa, ma ci arriverò più tardi. Adesso preferisco andare a spasso per Bantry, a vedere tutto ciò che ho perso durante le visite precedenti.
Rimando il French Armada Exhibition Centre a domani. Anche qui, la storia va molto, molto indietro.

Sembra incredibile, ma questa fattoria è il posto dove più persone ti attaccano discorso. Una coppia di americani mi ha fatto un mucchio di domande (di nuovo) e poi un signore inglese (quando mi ero già alzato per uscire a cena) mi ha attaccato uno dei conosciuti bottoni eterni. E’ stato piacevole, anche se un po’ sopra le righe.
Cercando un posto per cena ho incontrato di nuovo gli americani. Penso ci incontreremo di nuovo più tardi. Ho intenzione di andare a vedere un po’ di danza irlandese e a quanto sembra anche loro.

Tempesta. Non so come altro potrei definire quello che ho trovato tornando al B&B. Il vento ti fa sbandare e l’acqua che ti arriva addosso sa di sale. Più che verso una fattoria sembra di andare verso un faro.
Di notte succede. In genere il giorno successivo è splendido. Due anni fa, mentre ero qui, una tempesta ha bloccato aerei e traghetti per una mattina. Il pomeriggio ci si abbronzava.

29 settembre 2001

Sabato 29 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Tralee. Dopo aver visitato Kerry the Kingdom.
Stamattina al B&B ho incontrato 3 coppie di americani che mi hanno munto una montagna di informazioni. Due di queste persone sono una rarità: sono giovani. Non so bene perchè (in effetti lo so), ma gli americani che trovi in giro in genere non rientrano nella categoria.
Abitano a Laguna Niguel, a due passi dal mio amico Hy a Redondo Beach. Los Angeles, in pratica.
Scopriamo di avere molti interessi in comune. Scambiamo indirizzi e email e probabilmente ci rivedremo, quando loro verranno in Italia, quando io tornerò in California (e ci tornerò) o chissà dove. Passerà del tempo, ma ritroverò Leeza e Lee.

Il giro a Tralee, al Kerry the Kingdom, è interessante, anche se occupa più di due ore. Una full immersion nella storia dell’isola e del popolo d’Irlanda. Merita. La Geraldine Experience alla fine, un salto nel medio evo, è molto ben fatta. Hanno riprodotto anche odori e profumi dei vari ambienti.
Alla fine del giro ho saputo che avrei potuto avere l’audio in italiano. Sarà per la prossima volta. Via sulla penisola di Dingle.

Conor Pass. Il vento porta via. Sei praticamente in mezzo alle nuvole, ma vedi lo stesso la penisola sotto di te. Il clima è senza dubbio adatto alla montagna. Una bellezza. Come la strada che ti porta giù

28 settembre 2001

Venerdì 28 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Killimer… sul ferry. Devo aver già visto questo film.
Questa, più che una nave, è una specie di piattaforma.
Quando il vento è da paura (come oggi) la traversata dura un po’ di più, si balla da matti e a ogni beccheggio la baracca imbarca acqua. Per fortuna è piatta e l’acqua esce da dietro.
Accidenti se si balla. Quando il vento non è da paura, ma da terrore, questo affare non viaggia e ti tocca fare tutto il giro da Shannon e Limerick (137 km), per cui è meglio ballare un po’. In fondo dura poco.
La strada fin qui è tutta lungo la costa, per cui è piacevole. Viaggiando la mattina devi fare un po’ attenzione alle lollipop lady davanti alle scuole, ma basta andare piano, per essere pronti a fermare.
La traversata mi porta da Clare al Kerry. La meta di oggi è la Dingle peninsula. Precisamente Stradbally, Mary e la sua Guinness cake!
Ok, il tempo di scrivere questo e la traversata è finita. Sono a Tarbert.
Per la strada ho trovato un ingorgo… In Irlanda corrono perfino le mucche!

Stradbally, Kerry. Sono praticamente arrivato, nei tempi previsti e… col tempo previsto. Sì, c’è il sole senza vento.
Il giro sullo Shannon, sull’Atlantico e a Tralee è stato divertente.
L’area veramente bella in questa zona è la penisola di Dingle, e ci sono. Per domani programmo il giro della penisola, col ritorno via Conor Pass. Non è certo una cosa nuova, ma ci torno molto volentieri.

Eccomi al B&B. Come sempre, Mary ti accoglie come uno di famiglia. Teuccio, Guinness cake, e ti attacca anche lei un bottone eterno!!
Ottima occasione per fare un po’ di pratica con l’inglese. Può sempre servire.
La vista da qui è indescrivibile, ma ci provo. Il B&B è su un rialzo sulla strada da Conor Pass, affacciato sulla Brandon Bay e sulla spiaggia. Davanti si vedono il promontorio che chiude la baia, alcune isolette e l’Oceano aperto, fino all’orizzonte. Dietro le montagne. Un sogno. La strada è abbastanza lontana da non far rumore, abbastanza vicina da arrivarci a piedi. Il traffico la notte è nullo.

27 settembre 2001

Giovedì 27 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Burren Perfumery, Carron, Clare. Il mio peregrinare nel Burren mi porta (finalmente, le altre volte non ci ero venuto) alla Burren Perfumery.
Non ci puoi arrivare per caso. E’ totalmente isolata in mezzo alle piante e ai fiori del Burren. Piante e fiori che costituiscono la base dei prodotti. Puoi comprare e puoi vedere il processo di fabbricazione.
Tutto in mezzo a una pace notevole. Sai che non vola una mosca perchè quando vola si sente.
Le due ragazze che lavorano qui a tempo pieno non sono, almeno secondo me, esattamente sfortunate. Sicuramente è meno dannoso per la salute lavorare qui che in un aeroporto.
Mi allontano cercando di ridurre al minimo il rumore. Mi sembra di essere blasfemo.
La visita al giardino è stata memorabile. Perfino il telefono è muto e su “ricerca rete”. Lo noto per caso tornando alla macchina. Non se ne sente la mancanza.

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