Parole in piena libertà Perché, per quanto si impegnino a farci smettere, continuiamo a pensare.

30 settembre 2001

Domenica 30 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Bantry, Cork. Per la prima volta da quando vengo in Irlanda non mi sono spostato dal Kerry a Cork (o viceversa) lungo la costa.
La strada interna (N22 e N71) è molto più corta. Be’, ci vuole lo stesso tempo. E’ una vera strada di montagna, con salite e discese ripide, curve strette e gallerie basse scavate nella roccia viva, senza traccia di cemento.
Si costeggia il Lough Leane e si attraversa il Killarney National Park. Si passa in prossimità di laghetti che non esiteresti a definire alpini. Il verde è ovunque e le piante sono pareti e tetto per la strada.
Per rendere breve un discorso lungo, quest’area merita maggiore attenzione di quanta gliene abbia dedicata fin qui. Da ricordare per la prossima volta.

Notizie di oggi sentite alla radio.
Il Labour Party irlandese (all’opposizione) critica il governo per aver concesso agli US l’utilizzo dei propri aeroporti (Shannon fondamentalmente), non sapendo come saranno utilizzati (per rifornire, in realtà). Nello stesso notiziario sento che il primo ministro italiano è nei guai per aver detto che la cultura occidentale si è dimostrata superiore all’Islam.
E’ un po’ difficile capire da qui cosa succeda, ma pare che l’opposizione stia piantando un cine pauroso (immagino si convertiranno tutti all’Islamismo) e che la presidenza dell’UE pretenda scuse ufficiali.
Non ho mai capito bene che senso abbia scusarsi per qualcosa che si è detto.
La reazione dei turisti americani qui è unanime: perchè ci si deve scusare per aver detto la verità?
Al di là di questo, è interessante vedere come in Italia e in Irlanda le opposizioni riescano, per ragioni puramente di opportunità, a criticare i governi per aver preso posizioni o provvedimenti che le opposizioni stesse, indipendentemente dai colori, avrebbero dovuto prendere se i ruoli fossero stati invertiti (sarebbe un po’ difficile in questo specifico caso prendere posizione in maniera opposta o dichiararsi neutrali. Perfino i vari pagliacci internazionali, mi riferisco a Arafat, Gheddafi e Saddam Hussein, hanno in maniera più o meno colorita e sfacciata offerto solidarietà o aiuto agli US. Paesi come Pakistan e India, contro le aspettative di molti, stanno collaborando.).
Solo in UK i Tories hanno assicurato a Tony Blair tutto il loro appoggio in questa situazione complicata, come peraltro era successo, a ruoli invertiti, in Italia per Albania e Kosovo, quando le opposizioni avevano garantito al governo una maggioranza che non aveva più a causa di qualche defezione.
Per piantarla lì, ho sempre pensato che il mestiere di un governo di qualunque colore fosse quello di governare al meglio delle proprie possibilità un paese e il mestiere dell’opposizione fosse quello di verificare l’attività del governo. Sembra invece che in generale i governi tirino solo a salvare la faccia e le opposizioni a porre ostacoli sempre e comunque.
La cosa mi delude un po’, ma si sa che sono un po’ visionario.
Tanto visionario da credere che continui comunque a essere importante andare a votare.
Quanto alle mie idee sul fatto che una cultura possa essere superiore o inferiore a un’altra, ritengo sia una questione, appunto, di cultura.
Se cresci in un mondo in cui ai ladri tagliano le mani, alle donne non è concesso frequentare una scuola, mostrare il volto, indossare vestiti colorati o parlare con un uomo non facente parte del proprio nucleo familiare a meno che uno di questi non sia presente e manifesti il proprio consenso, probabilmente impari a considerare tutte queste cose giuste. Per me, cresciuto in un’altra cultura, sono incubi.
Se poi parliamo di guerra santa e di attacchi suicidi, la zuppa è un po’ diversa. L’Islam non ha nulla a che fare con questo. L’ignoranza (con le sue cause) e la capacità di pochi di trarne vantaggio invece sì, ma non è Islam, checchè ne dica pennarello Bin Laden.
Fine dello sfogo. Il tempo è splendido. Ho spento la radio.

Il problema qui a Bantry è che, quando arriverò al B&B, sarò accolto anche lì con te e fettone di torta e non sarò capace di dire “no, grazie”.
Questo B&B è una fattoria affacciata sul mare. La padrona di casa ha un nome irlandese che non so pronunciare. Me lo avrà detto 10 volte, l’ho visto scritto e non riesco a memorizzarlo. E’ anche gentile e ottima cuoca. L’area è tranquilla, solo rumori arcadici, la stanza silenziosa, ma ci arriverò più tardi. Adesso preferisco andare a spasso per Bantry, a vedere tutto ciò che ho perso durante le visite precedenti.
Rimando il French Armada Exhibition Centre a domani. Anche qui, la storia va molto, molto indietro.

Sembra incredibile, ma questa fattoria è il posto dove più persone ti attaccano discorso. Una coppia di americani mi ha fatto un mucchio di domande (di nuovo) e poi un signore inglese (quando mi ero già alzato per uscire a cena) mi ha attaccato uno dei conosciuti bottoni eterni. E’ stato piacevole, anche se un po’ sopra le righe.
Cercando un posto per cena ho incontrato di nuovo gli americani. Penso ci incontreremo di nuovo più tardi. Ho intenzione di andare a vedere un po’ di danza irlandese e a quanto sembra anche loro.

Tempesta. Non so come altro potrei definire quello che ho trovato tornando al B&B. Il vento ti fa sbandare e l’acqua che ti arriva addosso sa di sale. Più che verso una fattoria sembra di andare verso un faro.
Di notte succede. In genere il giorno successivo è splendido. Due anni fa, mentre ero qui, una tempesta ha bloccato aerei e traghetti per una mattina. Il pomeriggio ci si abbronzava.

29 settembre 2001

Sabato 29 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Tralee. Dopo aver visitato Kerry the Kingdom.
Stamattina al B&B ho incontrato 3 coppie di americani che mi hanno munto una montagna di informazioni. Due di queste persone sono una rarità: sono giovani. Non so bene perchè (in effetti lo so), ma gli americani che trovi in giro in genere non rientrano nella categoria.
Abitano a Laguna Niguel, a due passi dal mio amico Hy a Redondo Beach. Los Angeles, in pratica.
Scopriamo di avere molti interessi in comune. Scambiamo indirizzi e email e probabilmente ci rivedremo, quando loro verranno in Italia, quando io tornerò in California (e ci tornerò) o chissà dove. Passerà del tempo, ma ritroverò Leeza e Lee.

Il giro a Tralee, al Kerry the Kingdom, è interessante, anche se occupa più di due ore. Una full immersion nella storia dell’isola e del popolo d’Irlanda. Merita. La Geraldine Experience alla fine, un salto nel medio evo, è molto ben fatta. Hanno riprodotto anche odori e profumi dei vari ambienti.
Alla fine del giro ho saputo che avrei potuto avere l’audio in italiano. Sarà per la prossima volta. Via sulla penisola di Dingle.

Conor Pass. Il vento porta via. Sei praticamente in mezzo alle nuvole, ma vedi lo stesso la penisola sotto di te. Il clima è senza dubbio adatto alla montagna. Una bellezza. Come la strada che ti porta giù

28 settembre 2001

Venerdì 28 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Killimer… sul ferry. Devo aver già visto questo film.
Questa, più che una nave, è una specie di piattaforma.
Quando il vento è da paura (come oggi) la traversata dura un po’ di più, si balla da matti e a ogni beccheggio la baracca imbarca acqua. Per fortuna è piatta e l’acqua esce da dietro.
Accidenti se si balla. Quando il vento non è da paura, ma da terrore, questo affare non viaggia e ti tocca fare tutto il giro da Shannon e Limerick (137 km), per cui è meglio ballare un po’. In fondo dura poco.
La strada fin qui è tutta lungo la costa, per cui è piacevole. Viaggiando la mattina devi fare un po’ attenzione alle lollipop lady davanti alle scuole, ma basta andare piano, per essere pronti a fermare.
La traversata mi porta da Clare al Kerry. La meta di oggi è la Dingle peninsula. Precisamente Stradbally, Mary e la sua Guinness cake!
Ok, il tempo di scrivere questo e la traversata è finita. Sono a Tarbert.
Per la strada ho trovato un ingorgo… In Irlanda corrono perfino le mucche!

Stradbally, Kerry. Sono praticamente arrivato, nei tempi previsti e… col tempo previsto. Sì, c’è il sole senza vento.
Il giro sullo Shannon, sull’Atlantico e a Tralee è stato divertente.
L’area veramente bella in questa zona è la penisola di Dingle, e ci sono. Per domani programmo il giro della penisola, col ritorno via Conor Pass. Non è certo una cosa nuova, ma ci torno molto volentieri.

Eccomi al B&B. Come sempre, Mary ti accoglie come uno di famiglia. Teuccio, Guinness cake, e ti attacca anche lei un bottone eterno!!
Ottima occasione per fare un po’ di pratica con l’inglese. Può sempre servire.
La vista da qui è indescrivibile, ma ci provo. Il B&B è su un rialzo sulla strada da Conor Pass, affacciato sulla Brandon Bay e sulla spiaggia. Davanti si vedono il promontorio che chiude la baia, alcune isolette e l’Oceano aperto, fino all’orizzonte. Dietro le montagne. Un sogno. La strada è abbastanza lontana da non far rumore, abbastanza vicina da arrivarci a piedi. Il traffico la notte è nullo.

27 settembre 2001

Giovedì 27 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Burren Perfumery, Carron, Clare. Il mio peregrinare nel Burren mi porta (finalmente, le altre volte non ci ero venuto) alla Burren Perfumery.
Non ci puoi arrivare per caso. E’ totalmente isolata in mezzo alle piante e ai fiori del Burren. Piante e fiori che costituiscono la base dei prodotti. Puoi comprare e puoi vedere il processo di fabbricazione.
Tutto in mezzo a una pace notevole. Sai che non vola una mosca perchè quando vola si sente.
Le due ragazze che lavorano qui a tempo pieno non sono, almeno secondo me, esattamente sfortunate. Sicuramente è meno dannoso per la salute lavorare qui che in un aeroporto.
Mi allontano cercando di ridurre al minimo il rumore. Mi sembra di essere blasfemo.
La visita al giardino è stata memorabile. Perfino il telefono è muto e su “ricerca rete”. Lo noto per caso tornando alla macchina. Non se ne sente la mancanza.

26 settembre 2001

Mercoledì 26 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Doolin Pier, Doolin, Clare. Sul molo, col sole.
Ho attraversato il Connemara con le nuvole. Va bene così. Non ci abita praticamente nessuno. Anni fa ci sono passato col sole. Sembrava di essere nel deserto. Con le nuvole sembra di essere… in Irlanda, e ha il suo fascino.
Entrato nel Burren pioveva. Anche qui poco male. Buona parte della strada è un tunnel fatto con le piante. Pioggia o sole è buio uguale ed è verde uguale.
In effetti mi sarebbe spiaciuto trovarmi a Doolin con la pioggia, e le nuvole si sono aperte mentre arrivavo. Fa perfino caldo.

Il molo di Doolin è un posto pericoloso mica da ridere. E’ molto bello, col suono di vento e mare. La scogliera è piatta e ti invoglia ad andare avanti, sempre più avanti. Poi arriva improvvisa e inaspettata un’onda enorme. Ti investe e il riflusso ti porta via. Saper nuotare non serve a nulla. Ogni anno una o due persone spariscono così. Eppure la gente continua ad andare là sul bordo, perchè lo spettacolo ti porta ad andare avanti.

Doolin mi ha meravigliato.
Era un paese di 15 case e 3 pub. Adesso le case sono almeno 18. I 3 pub, McDermott’s, McGann’s e O’Connor’s sono lì con la loro musica pronta per stasera.
Perchè a Doolin si viene per la musica.
Le Cliffs of Moher sono grandiose, il cibo è ottimo, l’accoglienza è splendida (più tardi andrò al B&B da Anne e John), ma la sera è musica!
I musicisti locali sono famosi in tutta Irlanda e i musicisti di tutta Irlanda vengono a suonare qui. Se sei particolarmente fortunato puoi trovare nomi come Mary Black (trovata qualche anno fa), Clannad, Mark Knopfler (sì, lui), Enya (!), Dolores O’Riordan e così via. Mi dicono che Bono sia una rarità, ma che capiti.

La passeggiata sul molo continua. A 50 metri dal bordo delle rocce arrivano gli spruzzi. Pochi km più in là, alle Cliffs of Moher, gli spruzzi arrivano a 200 metri di altezza.
Vento dell’Atlantico. Onde dell’Atlantico. L’orizzonte è libero. E’ bello essere qui, di nuovo.
Ecco il ferry per le isole Aran. Lo guardo, non ci salgo. Per qualche giorno ancora (oggi e domani…) niente traghetti.

Doolin, Clare. Siamo alle solite. Sono arrivato da Anne con tutta la buona volontà di posare i bagagli, fare una doccia e uscire.
Mi ha attaccato un bottone eterno!
Almeno sono aggiornato sulle vicende della famiglia e del paese degli ultimi due anni. O passo più spesso o sono finito…
Comunque, grazie a qualche tazza di te’ e ai fantastici, incredibili, morbidi, freschi scone fatti in casa con la marmellata, si parla davvero volentieri.
Vero, la musica non è l’unica cosa. Non riesco ad immaginare un viaggio in Irlanda senza una puntata a Doolin, per gli amici, per la musica, per gli scone! In quest’ordine.

25 settembre 2001

Martedì 25 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Roundstone, dove Malachy Kearns (Malachy Bodhran) costruisce i suoi tamburi. La strada per arrivare qui è stretta ma facile. Apparentemente tutti coloro che suonano un bodhran in maniera seria (inclusa Caroline Corr) si servono qui. In effetti il negozio è uno spettacolo. Un po’ fuori mano, ma vale la pena allungare un po’.
Anche perchè oggi il tempo non è brutto, ma non è splendido e invita a visitare luoghi chiusi. Naturalmente è appena arrivato il sole… La prossima volta lo scrivo prima.
Il sole è ottimo per visitare l’area, dalle coste molto belle, e al ritorno la Sky Road.
Non so quante volte ci sono già passato, ma non mi stanca.
Ha due percorsi, la Sky Road vera e propria e la Lower Sky Road, che si dirama dalla prima un po’ più avanti.
Conviene sempre fare la Sky Road per vedere dall’alto le coste eccezionali. Poi, avendo tempo, si fa la Lower per passare sui bordi di quelle coste eccezionali.
Su entrambe si spera sempre di non incontrare un camion. Se si incontra una macchina una si ferma e l’altra fa retromarcia fino al primo piccolo slargo.
Se incroci un camion (in passato mi è successo) sei sicuro che la retro la fai tu, e fino a uno slargo che ti permetta di far passare il camion, quindi non necessariamente il primo.
Vale comunque lo sforzo e una puntata a Clifden.
Senza dubbio.

24 settembre 2001

Lunedì 24 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Da qualche parte tra Louisburgh e Aasleagh, Mayo. Mi sono fermato per respirare. In mezzo alle montagne. L’oceano è pochi km più in là, ma non si vede.
Montagne in tutte le direzioni. Non indovini nemmeno dove possa portare la strada. Respiri l’aria fresca e pulita sotto un sole bellissimo. Il giorno giusto e l’ora giusta per essere qui.
Ho lasciato Ballina con un po’ di rimpianto, come mi capita con tutti i posti che apprezzo, se non so se e quando li rivedrò. Dopo un po’ di volte passa.
Soprattutto, essere diretti verso altri posti belli aiuta.
La prossima meta è Clifden, Connemara, Galway, con la sua Sky Road. Ho scelto una strada lunga, ma spettacolare, per arrivarci. Ho tempo.
Sulla strada c’e’ anche la Kylemore Abbey, in mezzo ai rododendri.
Prima però mi fermo sul Doo Lough (Lago Nero), dove posso vedere i monumenti alle vittime della carestia del 1845-9.
Niente di spettacolare, non sono stati eretti per dare spettacolo, ma per ricordare il periodo in cui gli inglesi scelsero deliberatamente di non dare nessun aiuto all’isola in loro possesso lasciando morire metà della popolazione e spingendo una parte significativa degli altri all’emigrazione. Per parlare di numeri, la popolazione passò da 7 milioni a 2.
Il problema di fare spazio per gli inglesi in Irlanda si era risolto da solo.
Dopo 150 anni gli Irlandesi ne parlano ancora. E lo credo.

Clifden, Connemara, Galway. Quando si dice la fortuna. Il tempo è favoloso. Sono arrivato nel primo pomeriggio e sono andato direttamente al B&B per posare i bagagli.
E’ stato bello ritrovare anche Margaret (è scritto proprio così).
La stanza è favolosa anche lei. Fotografo la vista. L’ultima volta l’ho fatto in un hotel a Crotone e devono essere passati 15 anni.

La fortuna grossa è che a Clifden ci sia la Arts Week 2001. Soprattutto, le cose più belle sono oggi e domani! E ci sono capitato per caso.
Oggi: ore 1700 Guys and Doll – American Jazz, Blues & Folk; ore 2200 Arte Flamenco Puro – Juan Martin, Raquel de Luna. Domani: 2000 concerto di musica tradizionale; ore 2230 Mick Conneely and friends – musica irlandese al pub.

23 settembre 2001

Domenica 23 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Ross Beach, vicino a Killala… sotto il sole! Le previsioni del tempo sono peggiorate, per fortuna.
Una spiaggia non proprio uguale a quelle dei tropici o della Sardegna, ma ci si accontenta. Basta camminare un po’ e migliora. La latitudine è quella che è.
Non fosse per la corrente del Golfo sarebbe probabilmente tutto gelato, mentre l’acqua è tiepida e la temperatura (17 gradi) molto piacevole. Le onde sono un po’ alte. Il parcheggio ha un piccolo bordo coi fori per il riflusso dell’acqua, perchè con la marea va sotto.
La marea.
Qui sulla costa atlantica è piuttosto importante. Alcune strade non sono percorribili quando è alta. Alcuni anni fa a Bantry ho raggiunto il B&B passando su una strada con l’acqua all’altezza dei mozzi, e poi non è stato più possibile tornare in paese.
Ci sono ripassato un anno dopo e avevano alzato la strada, lavoro piuttosto difficile, visto che regolarmente l’area dei lavori risulta sommersa.
In effetti conto di tornare anche questa volta.

Bellacorick. Di tutto. La centrale di generazione eolica, la centrale a torba, ma soprattutto il ponte musicale.
E’ fatto di pietre di lunghezze diverse. Gli strisci sopra un sasso camminando e si sente una bella musica.

22 settembre 2001

Sabato 22 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Spero che le previsioni del tempo peggiorino presto. Da quando sono su bello stabile piove.
Per fortuna quest’isola ha un fascino incredibile sotto la pioggia e se la pioggia è il prezzo da pagare per questo verde bellissimo, be’, piova.

La prossima destinazione è Ballina, Mayo, attraverso Donegal, Leitrim e Sligo. Una strada molto bella.
Conto di fermarmi anche all’aeroporto di Sligo, per vedere se l’edicola ha un po’ di varietà.

Ballina, Mayo. L’aeroporto di Sligo non ha l’edicola…
Ho percorso un bel tratto di costa atlantica sulla Sligo Bay e sulla Mayo Bay. Il primo sguardo sull’oceano, quello vero, quello aperto, dopo tanto tempo.
A Ballina ritrovo Annette che mi dice “Marco, you are very, very welcome back!” e mi ha riservato la stanza più bella.
E’ una caratteristica meravigliosa dell’Irlanda e degli irlandesi: Ovunque è come tornare a casa. Non è una posa. Ti vogliono bene. E non è possibile non voler loro bene. Così torno in Irlanda.

Un giro per la città. Possibile che non trovi un cinema decente? Stasera vorrei vedere A.I. (esce oggi, forse non arriva ancora nei posti piccoli). Male che vada lo vedrò a Dublino o a Tralee.
Spero durerà qualche giorno. Anche Galway è una possibilità.

21 settembre 2001

Venerdì 21 settembre 2001

Filed under: b - Irlanda 2001 — Marco @ 23:59

Fanad Head. All’ombra del faro… se ci fosse il sole.
Molto, molto a nord. Una strada bella su coste scoscese e in mezzo ai boschi. Dopo poche decine di km arrivi in vista del faro. Lo spettacolo è emozionante. La radio mi regala musica celtica.
Un imprevisto: dal piazzale del faro è appena partito come una scheggia l’elicottero SAR, diretto verso il mare. Qualcuno è nei guai. Esistono modi migliori di guadagnarsi da vivere.
L’area intorno al faro è splendidamente selvaggia. La temperatura è di 10 gradi. Niente vento. Buono per l’elicottero. Non ci penso. In questo specifico caso non c’è nulla che io possa fare.
Riprendo il tour della penisola. Lough Fern. Un altro posto da sogno. Un lago pescoso in mezzo alle colline. Poche case di pesctori. Il silenzio.

Meglio dell’ultima parte del pomeriggio (diluvia) dedicata a un tentativo di shopping. Immagino riproverò in una città più grossa. Hanno pregi e difetti.
Carino l’ultimo singolo di Kylie!

Dopo lo shopping sotto la pioggia, arrivando da lontano, è di nuovo (sigh) ora di cena.
Il pub ha il maxischermo (orribile) e posso vedere un’intervista con Victoria Beckham, una delle ragazze di La Spezia, che ha appena scritto la sua biografia (Learning to fly).
Le chiedono come fa a mantenere la linea. “Oh, uh, you know, I eat a lot of fish, fruits, vegetables and I do a lot of dancing!”.
Boh. Stasera comincio con fish (haddock) e vegetables. Con la frutta dovrei essere a posto. Forse mi manca a lot of dancing.
Ci dovrò pensare un po’. Magari imparare un po’ di set dance. Ok. Scherzavo. Però ci penserò. O lo sognerò di notte. Dopo aver mangiato pesante…

Mamma mia! I vegetables erano più o meno quelli che mangio in una settimana e l’haddock andava bene per una famiglia. C’era anche un pezzo di ananas.
Adesso come faccio a fare a lot of dancing?

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