Parole in piena libertà Perché, per quanto si impegnino a farci smettere, continuiamo a pensare.

14 febbraio 2004

Scherzi del clima

Filed under: Tales — Marco @ 23:54

Cosi’, solo per curiosita’, che tempo fa da quelle parti?

In Texas pensavo di trovare la primavera…..

Oggi Cowtown e’ per me bella come non lo e’ stata fino ad ora, anche se i Texani non sono esattamente dei campioni a guidare con la neve. Si ammucchiano che e’ un piacere. Quando ho rischiato di fare la stessa fine, ho in parte capito perche’.

Supponiamo di guidare sulla neve, magari non pianissimo (sembra sia proibito qui…). Dovete cambiare corsia, passando sulla parte innevata tra le due corsie.

Come fate? Normalmente alzate il piede dall’acceleratore e vi spostate.

La macchina comune americana ha il cruise control, che in genere mi piace davvero. Un gioiello. Stamattina ho scoperto che pero’ quando c’e’ la neve sta bene spento. Lui non sa che c’e’ la neve, sa solo che deve mantenere la velocita’ costante, cosi’ quando alzo il piede per spostarmi non succede nulla, perche’ in effetti il piede non era sull’acceleratore. Alzarlo e’ stato puro istinto. Non solo, ma siccome la neve fa resistenza, il mostro accelera, con prevedibili conseguenze. Cosi’ ho controsterzato e sono rimasto in strada. Poi ho spento il coso e ho guidato da solo. A quanto pare sono ancora capace. Pero’ non so se so ancora usare la frizione…..
E i Texani si stampano……

A parte tutto, oggi ho comprato lavatrice e asciugatrice. Sorpresa: me le consegnano e installano domani mattina. Che sorpresa sara’ mai, dira’ il mio lettore medio. Domani e’ domenica. Tutto qui.

8 febbraio 2004

Ancora sulla lingua inglese

Filed under: Tales — Marco @ 23:53

Ormai ho citato Guccini una montagna di volte, ma lo rifaccio: gli Americani ci fregano con la lingua.

Lo cito di nuovo, perche’ lo sto vivendo tutti i giorni.

Ecco un esempio di prima e dopo:

Prima.

La mattina faccio colazione. Poi esco di casa, salgo sulla mia Alfa Romeo, percorro via Tevere, giro su corso Francia in direzione Susa e, al semaforo vicino all’Iper Standa, prendo la tangenziale in direzione Milano. Esco al raccordo per Caselle e, a Caselle, percorro strada Malanghero. Parcheggio, saluto il sorvegliante (se e’ uno che saluta) e dopo 25 km sono arrivato.

Dopo.

La mattina ho il mio breakfast. Poi esco di casa, salgo sulla Chevy Impala del 2004, percorro la settima strada Ovest (W 7th street) in direzione Downtown, al semaforo vicino al Cattle Raisers Museum giro su Summit Avenue. Attraverso Texas e Henderson Street e prendo la Interstate 30 in direzione Abilene (!). Esco sullo Spur 341 e percorro Lockheed Boulevard. Saluto il Security Officer, parcheggio e dopo 9 miglia sono arrivato.

Ora, cerchiamo di capirci, il risultato finale in entrambi i casi e’ che arrivo in ufficio, metto il sedere sulla sedia e guardo sul computer se e’ arrivata posta, ma vi sembra la stessa cosa?

1 febbraio 2004

Servizi

Filed under: Tales — Marco @ 23:51

Pensierino della sera, per me, e del mattino, per tutti voi.

Nonostante quello che si potrebbe pensare, sono ancora convinto che il nostro sia uno dei Paesi piu’ belli del mondo.

O perlomeno che abbia tutte le potenzialita’ per esserlo, se solo……..

La chiave e’ quel “se solo”.

Qui dove sono ora non e’ il paradiso, ci sono cose buone e cose meno buone, ma scelgo di concentrarmi su quelle buone, quelle piccole che si potrebbero applicare da noi con sforzo praticamente nullo.

Sabato pomeriggio ho inviato una mail con richiesta di informazioni alla mia nuova banca. L’ho fatto tramite il loro sito web.
La pagina del sito diceva che avrei avuto risposta entro un giorno.
L’ho inteso come un giorno lavorativo, invece la risposta e’ arrivata oggi, domenica, spedita alle 18.50.
Non lo pretendevo e non lo pretenderei dalle nostre banche.

Se avete avuto a che fare ultimamente o anche non ultimamente, con la vostra banca in Italia, apprezzerete quello che segue.

Ecco il pero’:
la risposta non e’ la classica risposta standard automatica, ma e’ scritta da una persona che firma con nome e cognome.
La risposta e’ esaustiva e comunque mi si prega di contattarli di nuovo via email o via telefono se mi servono altre informazioni. Mi dicono in che ore trovo il loro servizio telefonico e si prendono il mal di pancia di dirmelo nel fuso orario giusto (be’, questo in Italia non e’ necessario…..), ricavato dal numero del mio conto.

La cosa piu’ importante, quella che potrebbe rendere il nostro Paese il primo del mondo, se solo fosse capita, e’ la frase che scrivono perche’ sono un nuovo cliente. La riporto tale e quale, chiudo qui e non aggiungo commenti:

We know you have a choice of banks, thank you for choosing Bank One.

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