Parole in piena libertà Perché, per quanto si impegnino a farci smettere, continuiamo a pensare.

1 settembre 2004

Nuova casa

Filed under: Cowtown — Marco @ 21:04

Oggi mi sono liberato dell’appartamento e sono andato a vivere in una casa. Per me è una grossa novità

Per festeggiare ho fatto pranzo nel mio ristorante messicano preferito, La Familia.
La foto sopra mostra il cartello che spicca nel parcheggio del ristorante.
Per chi non legge l’Inglese, traduco: “La Familia – Parcheggio riservato ai clienti – Tutti gli altri (veicoli) saranno rimossi, fusi e venduti come rifiuti.”

Questa sopra e quelle che seguono sono foto del paesaggio ordinario che vedo andando a casa, scattate direttamente dall’auto.
Non sono foto particolari….. scene di vita ordinaria.






E infine parcheggio davanti a casa e posso andare a vedere se ho posta.
Nella cassetta delle lettere come quella di Paperino….

Altre immagini di casa.
Non ho ancora deciso se voglio fare foto dell’interno…..



Elezioni

Filed under: Tales — Marco @ 01:06

Quando sono partito (7 mesi fa) per il mio breve viaggio in Texas,
alcune persone mi hanno chiesto una fotografia “da dentro” dell’America
dell’anno di elezioni.

C’e’ voluto tempo e non e’ che mi sia tutto molto chiaro adesso, ma ci
provo.

Per cominciare, anche se sembra che nelle campagne elettorali i
candidati vadano in giro a cercare voti, in realta’ cercano il gesto del
voto.

Poco chiaro. Cerco di spiegarmi meglio coi paragoni.

In Italia abbiamo diversi partiti, tutti con zoccoli duri di elettori.
Poi abbiamo una quantita’ di cosiddetti “indecisi” che una volta votano
da una parte e una volta dall’altra, fondamentalmente perche’ chi li
governa prende decisioni non popolari e li scontenta. Di conseguenza,
chiunque sia al governo in questo momento, alla prima occasione votano
l’altro, se non si e’ macchiato di colpe innominabili o sufficientemente
fresche.
Sebbene l’astensione dal voto sia un fenomeno in crescita, fino ad ora
non e’ stata realmente significativa. In sostanza la gente vota e i
candidati di questa o quell’altra parte devono accaparrarsi i voti degli
“indecisi”. Le virgolette sono d’obbligo in un Paese dove per 40 anni i
partiti di sinistra sono stati al governo delle amministrazioni locali,
ma gli stessi elettori che li hanno votati, nello stesso periodo, hanno
fatto scelte diametralmente opposte per il governo centrale. Non sto
criticando le scelte delle persone, dicendo cosa e’ giusto e cosa non lo
e’ o altro, sto solo usando le virgolette.

La differenza grossa che vedo qui e’ che tutti sanno perfettamente da
che parte stanno. La famiglia, la scuola, la vita, l’ambiente, un
insieme di cose porta le persone a definirsi repubblicani o democratici.
Da quello che vedo la famiglia conta parecchio. Abito in Texas e inoltre
lavoro per un’azienda della difesa. E’ abbastanza scontato che l’umore
medio sia repubblicano, anche se c’e’ qualche variazione nel campo tute
blu (che qui chiamano colletti blu, ma piu’ generalmente “represented”,
in contrapposizione agli impiegati, colletti bianchi, che represented –
dai sindacati – non sono).
Bene, sentendo le persone parlare delle proprie famiglie, in generale,
sono tutti dalla stessa parte. Voglio dire, se un collega, uomo o donna,
e’ repubblicano, ci sono buone possibilita’ che i suoi genitori siano
repubblicani. Il consorte puo’ essere di fede differente, ma non mi
sembra cosi’ diffuso. Ci si scanna veramente.

Si attaccano sulla macchina gli adesivi che dicono per chi votano. Nel
parcheggio della “ditta” qui, ci sono parecchi adesivi per Bush. Ogni
tanto ne vedi uno per Kerry e quelli che passano dicono
aaaaarrrrggghhhh. Niente di particolare, l’auto resta li’ e nessuno le
fa un graffio, ma il disaccordo e’ evidente.

Dicevo, la gente sa da che parte sta, o almeno ha deciso da che parte
sta.
Quello che le persone non sanno, ed e’ la vera incognita, e’ se vogliono
andare a votare. In effetti credo che le elezioni si giochino sul numero
di defezioni che ognuna delle due parti ha.

Difficile dire se sia peggio il nostro caso o il loro.

E cosi’ i candidati vanno in giro a raccattare non voti, ma il gesto del
voto. Magari telegiornali e giornali cercano di venderci che il
candidato va a conquistare una certa categoria. Il candidato democratico
e’ stato molto convincente durante la sua visita all’unione casalinghe
di Dayton…. ha raccolto molti voti. Detto cosi’ uno pensa “che bravo”,
ma il punto e’ che durante quella visita non c’erano le casalinghe di
Dayton. C’erano quelle che volevano decidere se votare per quel
candidato o stare a casa. Se una settimana dopo il candidato
repubblicano va a Dayton, il risultato puo’ essere identico…. perche’
il pubblico non e’ lo stesso.

E poi fanno le convention. Ah, le convention, dove tanti ricconi
foraggiano il candidato, il quale ha chi segna rigorosamente chi ha dato
quanto, perche’ quando poi il finanziatore chiedera’ un favore si dovra’
sapere quanto conviene acconsentire. E ci sono personaggi dello
spettacolo (che squallido vedere Bruce Springsteen fare un giro di
concerti per gli Stati Uniti per fare propaganda a Kerry – non vende
piu’ dischi?), personaggi famosi in genere, tutti che parlano in favore
del candidato, se no sarebbero alla convention dell’avversario.

Ieri sera ho visto una parte della convention dei repubblicani a New
York (qui Nuova York).

Devo dire che la signora Bush e’ stata molto convincente. Non ho diritto
di voto qui, ma se lo avessi darei il voto a suo marito. Siamo onesti,
provengo dalla scuola italiana e probabilmente voterei per Bush per non
votare per Kerry, ma il risultato elettorale sarebbe lo stesso.
Non so se la gente votera’ per George W. Bush (cito anche la seconda
iniziale per un motivo che sara’ chiaro piu’ avanti), ma se al rientro
in Texas (abita a Waco, a meno di un’ora d’auto da dove sono io) Laura
Bush si candidasse al senato o a qualunque altra posizione, sarebbe un
plebiscito.

E’ stata interessante la dinamica. Laura Bush era presente alla
convention, George W. Bush si e’ collegato in video.

Prima si sono viste le figlie Barbara e Jenna (22 anni). Le figlie fin
qui sono state lontane dalla vita pubblica, ma adesso che hanno finito
il college stanno seguendo la campagna elettorale di papa’. Papa’ che
andrebbe lapidato per la scelta del nome Barbara. Non ho nulla contro
questo nome, anzi mi piace. Pero’ Barbara Bush e’ il nome della vecchia
babbiona (striscia la notizia docet).
Bisogna dire che “questa” Barbara Bush non presenta come la vecchia
babbiona.

Ho perso il filo…. ah, si’. Le figlie hanno presentato papa’, che ha
presentato mamma’, poi mamma’ ha fatto il discorso.
Poi e’ intervenuto un nipote, indovinate un po’, George P. Bush.

Tutto bene, ma e’ anche arrivato lui, Governator, Arnold Schwartzenegger!

A parte che mi e’ simpatico, quell’uomo e’ un genio, o e’ un genio chi
gli scrive i discorsi. Se e’ cosi’, e’ comunque un genio per averlo
assunto.

Il governatore della California ha parlato del suo arrivo in America nel
1968, delle opportunita’ che questo Paese gli ha dato e dei motivi per
cui e’ repubblicano, non democratico.
Poi ha rubato lo show a tutti con una frase che ha fatto il giro
dell’America. Non so se abbia fatto anche il giro del resto del mondo,
magari avete gia’ sentito tutto.

Ha detto “we will TERMINATE terrorism”. Hanno riso tutti e gli hanno
voluto tutti bene. Tranne, credo, il responsabile delle pubbliche
relazioni di Kerry.
Una frase cosi’ detta da chiunque sarebbe stata goffa, ignorante,
inopportuna. Detta da lui e’ perfetta.

Penso che prima o poi cerchera’ di far modificare la costituzione per
poter essere eletto presidente.
Credo ci riuscira’ e sono convinto che lo eleggeranno.
Spiace pensare a personaggi come Henry Kissinger, ma i tempi non erano
maturi. Adesso…. chissa’.
In fondo un attore ha chiuso la guerra fredda.

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