Parole in piena libertà Perché, per quanto si impegnino a farci smettere, continuiamo a pensare.

31 marzo 2007

Il ritorno. I primi impatti.

Filed under: Rivoli e Torino — Marco @ 19:30

Lo sapevo già,…….. ma non fa meno male.

Sono dovuto andare in Comune due volte per riacquisire la residenza. E dopo quello, dopo un numero di firme superiore a uno, adesso aspetto che i vigili passino da casa mia a vedere se non sono bugiardo.

Riacquisire il diritto all’assistenza sanitaria è stato semplice (è bastato chiedere, ma con in mano un certificato del Comune che attestasse che avevo chiesto la residenza…), dopo aver avuto successo nel parcheggiare l’auto. A Rivoli non esiste più il parcheggio libero. O è vietato, o è riservato agli handicappati (veri e falsi), o ci sono le righe blu. Insomma, si paga. Il problema non è dover pagare, ma riuscirci. Le macchinette sono rare, si vede che costano, e quando ci arrivi scopri che accettano solo monete, che naturalmente non hai, o non meglio specificate “tessere magnetiche”. Ho provato a infilarci la carta di credito, che mi è stata restituita con un messaggio di “tessera magnetica non riconosciuta”. Nessuna indicazione su dove trovare queste benedette tessere magnetiche. Chiedere informazioni a qualcun altro che stava pagando con le monete (una signora) mi ha fruttato un bello sguardo di “che c**** vuoi da me? Come ti permetti di rivolgermi la parola? Ti conosco?”, stesso sguardo che mi sono beccato nei vari uffici pubblici di cui sono diventato temporaneo frequentatore, quando ho cortesemente salutato le persone già in fila. Non preoccupatevi, non voglio niente da voi, non voglio i vostri soldi, non voglio assumere atteggiamenti non appropriati nei confronti delle vostre figlie (tutte sante), non voglio rubare. Ho solo salutato. Mi sembrava una cosa gentile da fare.

Tornando alle macchinette dei parcheggi……. sono tornato nel pomeriggio, con le monete.

Ho avuto problemi con l’Agenzia delle Entrate, dalla quale mi è arrivata una contestazione relativa ai redditi 2004, quando non ero nemmeno in Italia. Avevo ragione io, e un’impiegata efficiente e cortese ha sistemato le cose, ma per poter ottenere questo sono dovuto andare a dimostrare di aver ragione, perdendo mezza giornata per andare fino a Avigliana, di fronte alla stazione. La sede di Rivoli non svolge questo servizio, o almeno non dà appuntamenti per telefono (che comincia per 199) o via Internet.

Ho avuto problemi con l’amministrazione del condominio, che mi ha fatto inviare dalla sua banca una comunicazione minatoria e un MAV per il pagamento delle spese condominiali che avevo già pagato a tempo debito. Ho telefonato (almeno lì non tocca andare) e mi hanno trattato da stupido, perchè, se ho già pagato, di che mi preoccupo? La domanda “se ho già pagato, perché mi chiedete di nuovo i soldi, elencando in maniera minacciosa tutto ciò che mi succederà se non pagherò?” non è stata considerata rilevante.

Poi, siccome rispetto a prima di partire per gli Stati Uniti cambio sede di lavoro e presso la nuova sede posso andare coi mezzi pubblici (una buona notizia…), sono andato alla sede della biglietteria dei Trasporti Torinesi per ottenere un abbonamento. Siccome l’impiegato allo sportello (anche qui, persona gentilissima) non sapeva se la fermata a cui devo scendere in Torino fosse ancora in tratta suburbana (nel qual caso mi sarebbe bastato un abbonamento per una linea suburbana) o già in tratta urbana, piuttosto che verificare mi ha fatto l’abbonamento per una linea suburbana più tutta la rete urbana. Per il modico costo di 342 euro.

Ma l’impatto più grosso è stato fare il pieno all’auto (e meno male che va a nafta).

67 euro.

Cavolo. In Texas per fare il pieno (stessi litri) di benzina il contatore si fermava a 25 dollari (19 euro).

Così ti chiedi come sia possibile, ti guardi in giro e scopri quello che segue.

Che sul carburante che usiamo nell’auto ci siano queste cose misteriose chiamate accise lo sappiamo tutti.

Ma sappiamo come sono composte?

Tutte, tranne l’ultima, sono in lire, quindi le riporto in lire e poi faccio le conversioni.

Paghiamo per ogni litro di benzina quanto segue:

– 1.9 lire per la guerra di Abissinia (del 1935);

– 14 lire per la crisi di Suez (del 1956);

– 10 lire per il disastro del Vajont (del 1963);

– 10 lire per l’alluvione di Firenze (del 1966);

– 10 lire per il terremoto del Belice (del 1968);

– 99 lire (100 suonava male) per il terremoto del Friuli (del 1976);

– 75 lire per il terremoto dell’Irpinia (del 1980);

– 205 lire per la missione in Libano (quella del 1983, non quella attuale);

– 22 lire per la missione in Bosnia (del 1996, per capirci quella in cui, regnante il primo ministro D’Alema, i nostri bombardieri sono andati allegramente a spazzolare i bosniaci con le bombe, all’insaputa del parlamento);

– 39 lire (c’era gia’ l’euro, 0.02 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotramvieri (roba da matti) (del 2004).

Come si vede le accise sono felicemente multipartisan, dal Regno d’Italia ai vari governi di quella che per qualche ragione si chiama “Prima Repubblica”, al governo pacifista bombarolo di D’Alema, al governo dell’imprenditore Berlusconi che ora di trovare i soldi per accontentare i sindacati dei tramvieri ha scoperto che gli automobilisti tanto pagano sempre.

Ma facciamo i conti.

1.9 + 14 +10 + 10 + 10 + 99 + 75 + 205 + 22 + 39 = 486 lire (circa, mi si conceda l’arrotondamento delle 1.9 lire a 2).

486 lire del prezzo della benzina sono accise, tutte per cose difficilmente giustificabili. La logica vorrebbe che un’imposta istituita per una ragione cessasse col cessare della ragione che l’ha resa necessaria. Non in Italia.

E non finisce qui. Il prezzo della benzina è dunque il ricavo del fabbricante più le accise. E l’IVA?

Il delirio non finisce, perché l’IVA si applica al totale! Quindi paghiamo l’IVA (20%) sulle accise, che sono a loro volta imposte, anche se la parola più adatta sarebbe balzelli. Altro che togliere l’imposta quando cessa la ragione che l’ha causata! Ci paghiamo anche sopra un’altra imposta!

486 x 1.2 = 583 circa.

In euro: 583 / 1936.27 = 30 centesimi.

30 centesimi di ogni litro di benzina vanno in imposte ingiustificate e ingiustificabili.

In America per una cosa così si scrive al deputato e al senatore che rappresentano il distretto in cui si vive. In Italia non si scrive a nessuno, perché deputati e senatori non rispondono ai cittadini, ma alle segreterie dei partiti.

Tant’è…… Sono nato in Italy (con l’accento sulla y) e tocca rassegnarmi al fatto che non ci sia limite alla sfiga.

E quindi per consolarmi e sentirmi a casa (che irrimediabilmente non è e non sarà piè qui) ascolto la radio che sentivo “là”.

KLUV.

http://www.kluv.com (il link per lo stream ̬ in alto a sinistra e richiede registrazione gratuita), che trasmette la mia musica. Dalle 10 in avanti (che per noi sono le 17) cՏ Debi Diaz.

Purtroppo parlano anche di cosa succede là, ovvero concerti (Aretha Franklin a aprile, maledizione), eventi, spettacoli, tutte cose che mi perdo, per cui se è vero che ascolto la mia musica, è anche vero che è un po’ come prendersi a martellate le parti sensibili, ma la musica compensa.

Vi invito a farci un giro e a provare l’emozione.

15 marzo 2007

Ancora on the road

Filed under: Cowtown — Marco @ 10:46

Mi sono fermato a dormire a Willis, a nord di Houston.

Consegno tutto domani.

La giornata è stata lunga.

Ho ritirato il camion, messo l’auto sul rimorchio, guidato fino a casa, sganciato il rimorchio, impiegato circa tre ore per caricare le mie cose, guidato cinque ore fin qui.

Guidare l’oggetto è stato piuttosto educativo.

Intanto guidare in funzione della posizione del rimorchio in tutte le curve non è così immediato.

Poi…… le corsie delle strade americane non sono larghe come pensavo. Dipende solo da cosa si guida…..

Soprattutto nelle aree con lavori, dove le corsie sono ridotte 🙂

Mettiamola in questo modo: si impara il rispetto per chi fa questo mestiere ogni giorno.

Per esempio, credo sia capitato a tutti di odiare il camion lento davanti a noi che fa da tappo e crea la coda. Oggi quello davanti ero io. Mi sentivo malissimo, ma non c’era nessun posto dove accostare a far scorrere i mezzi in coda. Niente di niente. Penso che in futuro l’odio resterà a casa.

Per completare l’opera…. l’hotel è in una strada senza uscita.

So io quello che ho penato per far manovra col rimorchio quando era già buio (la foto è sovraesposta)……. 😉

Dopo la manovra

Goodbye Texas!!!

Filed under: Cowtown — Marco @ 01:00


Ebbene sì.

Quel giorno è arrivato.

Lascio Benbrook, Fort Worth, il Texas, gli Stati Uniti. Mi mancheranno.

Ho noleggiato un “furgone” col rimorchio per metterci su la Mustang. Suppongo dovrò fare una serie di valutazioni trigonometriche ogni volta che dovrò fare una curva. 😉

Da Benbrook a Houston - 1

Da Benbrook a Houston - 2

Da Benbrook a Houston

Stavo “sognando la California” e avevo “Georgia on my mind”.

No. Sarà per un’altra volta.

Sono per strada. L’Interstate I-45, verso Houston.

Davanti a me ho circa 500 km.

Attraverserò mezzo Texas fino a Houston, dove tutte le cose che hanno occupato la mia casa e il mio garage si imbarcheranno per una lunga traversata dell’Atlantico. Poi toccherà a me, ma ci metterò un tempo piu’ breve.

Questo segna la fine di questa sezione del Blog: Cowtown invecchierà graziosamente.

Spero la mia futura esperienza sarà ricca e gratificante come quella in Texas non ha mancato di essere.

4 marzo 2007

Come on Daisy!!!

Filed under: Tales — Marco @ 00:58

Questo non l’ho fatto io (magari…).

Arriva da un telegiornale qui.

Mostra un’oca che non sa di essere un’oca. 😉

E’ stata con questo signore e col suo cane fin da neonata. L’hanno trovata orfana e l’hanno nutrita e cresciuta.

E l’oca ha fatto amicizia col cane (Sam) e con l’uomo.

Le hanno anche insegnato a volare e pensavano sarebbe andata via, come la natura le suggeriva.

L’oca invece ha deciso di volare basso e di stare vicino a loro, e continua a farlo.

Guardate il video, e’ bellissimo. Penso sia una di quelle cose che ci sono sul pianeta che vale la pena vedere.

Ecco il link al video e…. lasciatemi i vostri commenti.

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