Parole in piena libertà Perché, per quanto si impegnino a farci smettere, continuiamo a pensare.

31 dicembre 2007

Però, domande, figli di un dio minore

Filed under: Politica e attualità — Marco @ 20:57

Ci sono sempre però, ci sono sempre domande e ci sono sempre persone che “certa gente” considera figli di un dio minore.

Sera, TG3 appena visto e i soliti, pochi, commenti. Non vale quasi lo sforzo.

Il giornalista inizia il servizio con “ci sono molti soldati italiani in giro per il mondo a difendere la pace e portare assistenza a coloro che ne hanno bisogno”. Sì, naturalmente, sono anni che ve lo diciamo, mentre sponsorizzate (Diliberto docet) la gente che scrive e grida l’infame “10. 100, 1000…” eccetera.

Ma facciamo i buoni, spirito natalizio o capodannizio che sia, e accettiamo il fatto che se ne siano accorti anche loro.

Però.

C’è sempre un però.

Il servizio sul capodanno dei soldati italiani (che vanno dove li mandano) è fatto solo dal Libano, per dire quanto siano stati bravi a andare in Libano.

Nessuna notizia sui nostri soldati in Afghanistan, nessun servizio.

Domanda.

Forse per “certa gente” sono figli di un dio minore?

Ma continua.

Torino. Il sindaco Chiamparino ha cancellato qualsiasi festeggiamento per il capodanno (facendo smontare il palco in piazza Castello, annullando i fuochi, tutti soldi dei contribuenti buttati) perché è morto il settimo dipendente coinvolto nell’incendio alla Thyssen Krupp, l’unico che era ancora in ospedale, in condizioni disperate.

Decisione sacrosanta. Perché fare festa quando qualcuno nella città (o se è per questo in qualsiasi parte del mondo) muore di lavoro, di fame, di guerra, di stupidità altrui?

Però.

C’è sempre un però.

Il settimo morto (e mi vergogno di non saperne il nome, sarebbe troppo facile cercarlo su Google) è, appunto, il settimo.

Fino a quando erano sei (più il settimo in fin di vita) si poteva programmare la festa (e spendere i soldi dei cittadini).

È morto il settimo e non si può più.

Domanda.

Forse per “certa gente” i primi sei (e il settimo finché era “solo” in fin di vita) sono figli di un dio minore?

E il TG continua, per raggiungere l’apoteosi.

Emergenza rifiuti in Campania (ma si può chiamare emergenza una costante?).

Fanno vedere di tutto, parlano di rischio incendi e diossina per i botti di capodanno, parlano di commissario straordinario per l’emergenza, parlano di tutto, ma non nominano una volta che sia una (da mesi) Jervolino o Bassolino. Per i pochi che non lo sanno sindaco (di sinistra) di Napoli e governatore (di sinistra) della Campania. Possibile che non abbiano la minima responsabilità per ciò che vediamo tutti? Immuni.

Però.

C’è sempre un però.

Se a Milano o da qualche parte in Lombardia qualcuno sputa per terra, se non sono disponibili immagini fresche di Moratti e Formigoni si ricorre alle immagini di repertorio, pur di additarli al pubblico disprezzo. Per i pochi che non lo sanno sindaco (di destra) di Milano e governatore (di destra) della Lombardia.

Domanda.

Forse per “certa gente” Moratti e Formigoni sono figli di un dio minore?

E forse l’ultima domanda è l’unica di cui conosco sicuramente la risposta.

14 dicembre 2007

“Significa aver perso il contatto con la realtà“

Filed under: Politica e attualità — Marco @ 19:39

A me personalmente sentir parlare Giulio Tremonti piace.

Molte sue frasi e affermazioni sono utilizzabili in più occasioni.

Lo dimostro? Ma sì, dai, lo dimostro.

TG3 del 14 dicembre ore 19.00.

Dichiarazione di voto contraria (e ti credo, hanno messo “sorprendentemente” la fiducia) di Forza Italia a un provvedimento del DPEF. Il TG3 fa sentire una sola frase di Tremonti, che recita:

“Il Presidente Prodi ha affermato che ridurre le tasse è inutile se l’inflazione si mangia tutto. Il signore sì che se ne intende”.

Difficile da discutere. Le tasse aumentano i prezzi e riducono il potere d’acquisto.

Aumento dei prezzi e riduzione del potere d’acquisto uguale inflazione. Lo si impara alle elementari.

Ridurre qualcosa, le tasse, che causa inflazione uguale ridurre (o almeno provarci) l’inflazione. Sembra abbastanza indiscutibile, tranne per Prodi.

“Il signore sì che se ne intende”.

Subito prima di questo servizio il TG3 ha scelto di inserire il servizio sulla speculazione sui prezzi dopo lo sciopero dei trasportatori. Lo abbiamo visto tutti, ai mercati e nei negozi. Troppi commercianti e grossisti ne hanno approfittato, sulla pelle dei consumatori. Attenzione, perché non è un’ipotesi, ma un fatto avvenuto.

Avvenuto mentre il Presidente Prodi è a Bruxelles per una riunione con gli altri suoi pari capi di governo o presunti tali.

Così da Bruxelles, a prezzi già aumentati a causa dello sciopero dei trasportatori e con la serie di sospiri, aaaaaahhhhhhhh, mmmmmmmmhhhhhh e allargamenti di braccia cui, ahimé, stiamo facendo l’abitudine, il nostro, intervistato da Crudelia Sattanino, ha potuto dichiarare:

“Affermare che ci saranno aumenti dei prezzi a causa dello sciopero dei TIR significa aver perso il contatto con la realtà“.

Prendendo atto del fatto che l’uomo che ha evidentemente perso il contatto con la realtà accusa tutti noi di aver perso tale contatto, non posso far altro che citare Tremonti:

“Il signore sì che se ne intende”.

10 dicembre 2007

Aiuto, qualcuno mi spieghi l’italiano!

Filed under: Politica e attualità — Marco @ 20:33

Oggi una parte di Torino si è fermata per solidarietà verso le famiglie dei dipendenti acquista raspberry ketone plus Thyssen Krupp morti o in ospedale a causa dell’incendio di qualche giorno fa.

Non mi sono fermato non per mancanza di solidarietà o per cinismo, bensì perché è mia profonda convinzione che il modo migliore di essere solidali con le vittime del lavoro e rendere loro onore sia lavorare. Se vogliamo anche perché una manifestazione in piazza dietro le bandiere della FIOM (col leader della FIOM e Bertinotti fischiati) non restituirà queste persone alle loro famiglie.

Ma sto divagando.

Comunque sia, la Thyssen Krupp, di cui fino a qualche giorno fa nessuno conosceva l’esistenza (l’unico nome simile che conoscevo era Thiessen, Tiffani-Amber, certamente più graziosa di una fonderia, con l’occhio azzurro), adesso è conosciuta da tutti e tutti hanno un’opinione sulla triste vicenda. Mediamente quella espressa dal giornale di riferimento.

Anche io ho la mia opinione, ovvero penso che l’azienda abbia fatto tutto ciò che doveva fare ai fini della sicurezza, seguendo alla lettera tutte le idiote regole che la nostra legislazione impone. Per esempio facendo regolarmente controllare (ogni sei mesi, con una bilancia) gli estintori, che però apparentemente erano già stati usati alcuni giorni prima e non ancora ripristinati, non fosse altro perché il ripristino seguendo tutte le regole sicuramente richiede giorni e quintali di carta, per cui probabilmente le procedure erano regolarmente in corso. Lungo corso, intendo, secondo costume e legislazione dell’italico suolo.

Tutto questo per il comune cittadino, almeno dell’area di Torino (ricordate l’incendio dello Statuto nel 1983? A Torino tutti i cinema e i teatri hanno dovuto rifare le strutture o chiudere inesorabilmente – ne sono spariti molti. Nel resto d’Italia?), significa che non vedrà un aumento di stipendio nei prossimi 15 anni, perché certamente (il sonnolento presidente del consiglio lo ha già annunciato) le aziende avranno spese scandalose per adeguarsi a nuove ridicole, astruse e totalmente inutili normative che verranno emanate per chiudere la stalla dopo che gli animali, quali che fossero, sono scappati. Per anestetizzare le coscienze di chi fa le regole fino al prossimo disastro.

Parlando di chiudere la stalla dopo che gli animali sono scappati e per passare all’argomento citato nel titolo, non sono un uomo di cultura per svariati motivi.

Cerco di citarne alcuni.

1. Non sono laureato e oggi la cultura si misura sul peso del pezzo di carta che uno possiede.

2. Non vedo abbastanza cinema, soprattutto di registi illuminati come Moretti e Moore (in effetti il fatto che quest’anno i TG RAI parlassero quotidianamente del sempre ignorato Festival del Cinema di Torino citandolo come “il festival di Moretti” mi offende) e oggi la cultura riconosciuta si acquisisce al cinema e non sui libri (sembra in contraddizione col punto 1, ma tristemente non lo è).

3. Non sono un elettore di sinistra e si sa che la cultura è monopolio per definizione di quella parte, gli altri sono tutti volgari buzzurri. E guai a dire che D’Alema sbaglia i congiuntivi. In effetti è vero. Non li sbaglia, perché non li usa proprio.

Non essendo uomo di cultura, non ho i mezzi per capire qualcosa che ho visto stasera al TGR del piemonte.

Alla Thyssen Krupp sono stati inviati tutti gli ispettori disponibili delle ASL della zona, tutti a verificare, fare sopralluoghi, indagare, controllare, mentre i dipendenti dell’azienda sono a casa senza lavoro, in attesa del permesso da parte di questi signori per tornare a lavorare.

Controlli, controlli, controlli, per chiudere la porta dopo che sono scappati gli animali.

E il TGR ha intervistato la capa di questi controllori, una signora targata ASL 1.

Cosa stanno facendo? Semplice, controllando tutto ciò che è rimasto nella sezione non bruciata. Non è un’ispezione ordinaria, ma straordiaria.

Controlli, controlli, controlli, a che scopo? Cito le testuali parole della signora: “essenzialmente a scopo preventivo”.

Abbiate pietà del mio non essere uomo di cultura.

Qualcuno vorrebbe definire per me il significato di “a scopo preventivo”?

Per favore…….

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