Parole in piena libertà Perché, per quanto si impegnino a farci smettere, continuiamo a pensare.

24 maggio 2008

Italia e Giustizia

Filed under: Politica e attualità — Marco @ 18:29

Sono quasi senza parole.

In effetti è una frase fatta, perché parole ne ho e ne uso.

Sento al telegiornale che domani (domenica) ci sarà il primo interrogatorio in carcere per il sano individuo che ha investito e ucciso due giovani a Roma.

Il gentiluomo è un ultras cui è stato interdetto l’ingresso agli stadi e questo, per quanto indicativo di uno stile di vita, non deve influenzare il giudizio su di lui e su ciò che ha fatto.

Il punto è questo:

costui, forse ubriaco o fatto, con la patente ritirata, in un’ora in cui non sarebbe potuto essere in giro per un provvedimento restrittivo, ha investito e ucciso un ragazzo e una ragazza, è scappato, ha cercato di far riparare l’auto ed è stato preso.

Esattamente, interrogandolo, cosa vorrebbero chiedergli? (Nota aggiunta il giorno dopo: ha risposto “non volevo ucciderli”. Ah va?).

E, posto che sia necessario interrogarlo, perché questo avviene dopo tutto questo tempo?

Poi ci sarà un processo che durerà anni? Questo dovrebbe essere uno di quei processi (il nostro ordinamento per fortuna garantisce a tutti il diritto a essere giudicati dopo un processo, giornali permettendo) da dieci minuti, dove il giudice dovrebbe fare il ragioniere (omicidio + fuga + omissione di soccorso + tentativo di occultamento + guida senza patente + fatto + ubriaco, ecc. ecc. = 30 anni al gabbio senza sconti).

Su un argomento correlato, era giusto fare un processo approfondito alla signora Franzoni, perché da ragioniere non c’era proprio nulla. Era necessario esaminare, valutare, decidere prendendosene carico e responsabilità.

Personalmente non sono d’accordo sul risultato, perché a mio parere non ci sono vere prove a suo carico. Non so se sia colpevole o innocente, suppongo lo sappiano lei e il suo dio, se crede in uno, ma certo non io. Non a fronte della totale mancanza di prove inconfutabili.

Eppure l’hanno condannata. Lo scandalo supplementare consiste nel fatto che la sera della sentenza definitiva i Carabinieri fossero nascosti a casa dei vicini in attesa del verdetto, per poi piombarle in casa alle 23.15 e arrestarla di fronte ai figli.

Siamo seri…… se avesse voluto fuggire avrebbe atteso il verdetto all’estero, non a casa.

Ma anche questa è giustizia in Italia.

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