Il 19 febbraio Porta a Porta su Rai 1 (stream) ha presentato la sfida (che chiamerei dibattito per i motivi che andrò a esporre) tra Fini e Bertinotti.

Invito a vederla.

Sui contenuti dei singoli punti non si entra in discussione, perché dipendono dal modo di pensare e vedere le cose di ognuno.

Per quanto mi riguarda il Bertinotti-pensiero è delirio, ma non c’è dubbio alcuno che chi la pensa in maniera diversa dalla mia possa avere la stessa opinione a proposito del Fini-pensiero e ritenere le parole di Bertinotti verità rivelata.

Questa è libertà di pensiero, di opinione e di espressione degli stessi, e meno male che viviamo in un Paese dove queste libertà sono così radicate da essere imprescindibili.

Ma non è il punto di questo mio scritto.

Il punto è che seguire un dibattito tra questi due signori è un piacere.

Altri stanno usando finta pacatezza e finto savoir-faire, ma la reale pacatezza, il reale rispetto reciproco tra avversari (non nemici, non cani ringhiosi), la cultura, la proprietà lessicale, la ricchezza di contenuti (condivisibili o meno), la capacità dialettica di Fini e Bertinotti, gli altri caciaroni, Berlusconi, Veltroni e Casini in primis, ma in abbondante compagnia, non riescono nemmeno a sognarli.

Se campagna elettorale deve essere, sia, ma prendete lezioni, a destra e a sinistra, da questa puntata di Porta a Porta.


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    Marco, classe 1963, Italiano di San Maurizio Canavese, vicino a Torino. Forse, adesso che abita in un posto più a misura d'uomo, potrà riabituarsi a vivere in Italia.
    (marco@giaiotto.it)
     
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